04 Set 15 anni senza rendimenti: il rischio di investire nel momento sbagliato
Ritrovarsi per 15 anni senza rendimenti: il vero rischio
Investire nel momento sbagliato conta per i tuoi rendimenti finali. Ed il vero rischio è trovarsi ad affrontare anni e anni di rendimenti scarsi sulle borse perdendo lucidità e solidità mentale.
—
La storia ha già dimostrato che possa accadere. Pensiamo ad esempio al decennio perduto degli anni ‘2000 sul mercato azionario.
Tantissimi dopo 10-15 anni si sono ritrovati allo stesso punto, avendo scommesso sul fatto che uno specifico scenario funzionasse.
Quando questo non avviene rimani fermo, e ciò può essere molto più pericoloso e destabilizzante di un crollo.
Senza vedere guadagni per tanti anni la tua tenuta mentale può esser messa a dura prova.
Il rischio di errori e abbandono del progetto è molto alto.
Dire che “tanto nel lungo periodo sale sempre” vuol dire non considerare gli effetti psicologici, comportamentali e soprattutto i rischi di non raggiungere i tuoi obiettivi.
Ma attenzione: il tema che trattiamo oggi è delicato e va compreso a fondo, perchè le tentazione di banalizzarlo e sfociare nel Timing può essere molto insidiosa.
Esiste la strada per gestire questo rischio ed uscirne, ma non si basa sull’attesa o sulle previsioni, ma su strategie concrete, robuste…

Mercati stagnanti per anni?
Con multipli molto elevati sugli indici azionari globali, il rischio di mercati stagnanti, come detto, è alto.
In particolare se non hai orizzonti lunghissimi di investimento, ciò può essere decisamente impattante sul rendimento finale e dunque sulla realizzazione del tuo obiettivo.
Ma va considerato il problema anche da un punto di vista psicologico e di profilo di rischio volendo seguire un percorso sereno, meno tortuoso e massimizzando la probabilità di vedere rendimenti soddisfacenti nell’arco di 10 anni.
Diventi vulnerabile però se:
- non hai diversificato adeguatamente il portafoglio
- hai azioni molto care che esasperano l’impatto dei prezzi elevati sui rendimenti
- sei dipendente solo da una fonte di rendimento, il Beta

Oggi è davvero possibile trovarsi in una situazione del genere?
I segnali a favore sono diversi:
- multipli a livelli molto elevati, dopo anni di forte rally
- prospettive di aumento utili, ma a costo di aumento CAPEX enorme per le aziende
- tassi di interesse medio-alti, contenendo l’espansione del debito
- inflazione strutturalmente più elevata delle attese
In un contesto simile, crolli verticali dovuti allo scoppio di bolle sono più difficili da osservare; diventa molto più probabile però osservare ritorni scarsi, in linea al ritorno alla media dopo tanti anni di eccezionali performance.

“Va beh, ma allora che senso ha investire ora?
Aspetto che i mercati scendano e che il rischio si plachi”
Un errore comune che nasconde tre contraddizioni di fondo.
Quali?
Innanzitutto noi siamo ripagati sui mercati proprio in funzione del rischio che ci assumiamo e sosteniamo. Senza rischio non vi è rendimento.
Se si aspetta di non vedere rischi all’orizzonte non si entrerà mai a mercato e non si inizierà mai a mettere a frutto i propri risparmi.
Inoltre attuando la strategia del “Buy the Dip”, ti schieri contro il Trend, una delle componenti strutturali più riconosciute in finanza.
Investire eventualmente in momenti di forte calo non riduce il rischio, ma lo aumenta. Incontri difficoltà emotiva e rischi di continuare a rimandare senza poi riuscire concretamente ad entrare. Il rischio percepito è più alto.
C’è un ampia letteratura in materia che dimostra tra l’altro che poi, non vi è nemmeno un vantaggio in termini di rendimento nella attuare strategie Contrarian, anzi, ti orienti verso performance peggiori, nonostante un rischio sostenuto più forte.
Tutto ciò è inefficienza.
L’ultima contraddizione sta nella natura dei mercati. Questi possono rimanere irrazionali molto a lungo continuando a crescere e tu intanto continueresti a perdere rendimenti e opportunità.
In sostanza, pur essendo a valutazioni molto alte, potrebbero continuare a correre, così come hanno fatto negli ultimi 10 anni.

Allora qual è la chiave?
Due punti cruciali attraverso cui entrare a mercato oggi, smorzando però l’effetto delle valutazioni e l’impatto psicologico:
- diversificazione multi-assets per coprirti da ogni scenario macro aumentando la resilienza e la serenità del percorso
- utilizzare azioni meno care introducendo esposizioni decorrelate diversificando i premi, facendo sempre attenzione alle loro caratteristiche e dinamiche
La scelta non è mai tra “entrare” o “aspettare”, ma capire quali strategie adottare in funzione dei tuoi obiettivi, delle tue esigenze.

…e per una struttura più evoluta…
…valuta premi alternativi che possano aiutare il tuo percorso:
- Trend Following per coprire rischio di coda e introdurre convessità
- Carry Commodities, estraendo valore strutturale dalla curva dei futures
- Short Put Options, stabilizzando i rendimenti e traendo beneficio proprio da situazioni di mercato piatto e laterale
Tutto ciò va nella direzione di ottimizzare il rapporto rischio/rendimento, non di aumentare le performance.
Perchè la differenza nel lungo periodo la fa una struttura più solida, robusta che ti faccia rimanere lucido anche nei momenti difficili, grazie a fonti di rendimento differenti e decorrelazioni efficaci.
Il segreto nel creare e gestire grandi patrimoni non sta nello scegliere il mercato giusto, ma nel costruire un portafoglio che non dipenda da un solo specifico scenario.
