Privacy Policy Cookie Policy Il caso Nikola: investire è una scommessa? | Investimento Custodito

Il caso Nikola: investire è una scommessa?

Il caso Nikola: investire è una scommessa?

La vicenda Nikola ha letteralmente lasciato senza parole molti di noi: una società con ricavi pari a zero, con performance nell’ordine del 600% nello spazio di pochi mesi, gonfiate da aspettative monstre, si è sciolta come neve al sole in pochissimo tempo a causa delle accuse rivoltegli di essere una «semplice truffa». Questo caso, ancora una volta, ci ricorda come l’investimento non possa essere trattato alla stregua di una scommessa.

Nikola, il cui modello di business per ora si fondava sulla sola intenzione di vendere in futuro camion elettrici, che era arrivata a valere più di 10 miliardi di $, è stata accusata di frode da una società che si occupa di ricerche in ambito finanziario, Hindenburg Research.

Quest’ultima ha pubblicato un report molto dettagliato in cui sono presenti tutte le accuse rivolte a Nikola e al suo fondatore Trevor Milton. Su tutte le false dichiarazioni, sulla tecnologia che la società possiede, per attirare investitori e accordi con altre case automobilistiche.



Da copione la società ha respinto le accuse, ma qualche giorno dopo, lunedì 21 settembre 2020, il fondatore si è dimesso dalla carica di presidente esecutivo.

Il primo segnale sulla veridicità delle accuse?

Il mercato non ha preso bene queste notizie e il titolo, solo nella giornata di lunedì, ha perso circa il 20%: Nikola era cresciuta a dismisura in estate, toccando un massimo di 79 $ per azione (con performance del 690% in soli tre mesi), mentre adesso vede le proprie quotazioni scivolare in basso, verso un -70% dai massimi.

Non voglio addentrarci nel dettaglio della vicenda, ma vogliamo usarla come spunto per trattare un argomento più ampio.


L’investimento non deve essere una scommessa.

Di solito, quando un neofita si avvicina al mondo degli investimenti viene ammaliato dalla quantità di denaro che i mercati riescono a muovere, sognando di riuscire a maneggiarne una quantità importante in poco tempo.

Per raggiungere il suo obiettivo (utopistico, ma lui non lo sa ancora), il nostro amico investe in tutto ciò che può offrire altissimi rendimenti, senza pensare minimamente ai rischi di queste operazioni.

Nikola è l’esempio perfetto: se la società iniziasse a vendere i prodotti che promette e se questi fossero di buona qualità, l’azienda crescerebbe molto. Il problema è che ci troviamo di fronte a situazioni troppo complicate da prevedere.


Il risultato? Conto prosciugato e convinzione che l’investimento sia inutile.

La beffa, oltretutto, è che il nostro amico sconsiglia l’investimento ai suoi amici, parenti e conoscenti, non sapendo che ciò che lui ha fatto si avvicina più ad una scommessa che ad un investimento.

Investire è, invece, la conseguenza di un’ottima gestione delle proprie finanze: al guadagno segue il risparmio ed infine l’investimento.

L’obiettivo è, prima di tutto, mantenere il capitale risparmiato con, se possibile, un rendimento positivo che nel tempo aiuta il capitale ad aumentare: i rendimenti ottenibili, al netto dell’inflazione, si aggirano intorno al 6-7% annuo (un portafoglio All Weather ben bilanciato ottiene da anni questi rendimenti).

La matematica applicata alla finanza ha partorito una formula che mostra quanto il capitale investito sia importante per ottenere risultati straordinari.


M rappresenta il montante, cioè il capitale che otterremo in relazione agli input della formula. C è il capitale investito, i è il rendimento, mentre t è il tempo dell’investimento.

L’errore compito dai neofiti e da chi imposta i suoi investimenti come se fossero una scommessa è quello di focalizzarsi solo sul rendimento, quindi su i, e non invece su C, il capitale, e t, il tempo: la conseguenza di ciò è che il neofita dell’investimento, anziché pensare ad accumulare risorse nel tempo, ricercherà sempre la solita opportunità d’investimento che all’apparenza rende di più.

Finendo per farsi ammaliare, anziché da progetti di risparmio e reinvestimento stabili e sostenibili nel tempo, dallo Schema Ponzi di turno o dalla truffa web che prometteva rendite periodiche con pochi soldi investiti (la CONSOB, da luglio 2019, in soli 15 mesi, ha oscurato ben 284 siti di trading che in realtà erano truffe)

Come detto, la matematica ci mostra invece chiaramente su cosa ci dovremmo concertare, ovvero su quello che ha un effetto esponenziale su M, ovvero il tempo, e non il rendimento.

Per dimostrarvi che quanto scritto sia vero, vi mostriamo due esempi variando solo il capitale. Con un capitale pari a 10.000€ e il rendimento pari al 9% annuo (rendimento medio annuo dell S&P500 negli ultimi 50 anni), il guadagno annuale è pari a 9.000 €, pari circa al 30% dello stipendio medio lordo di un impiegato italiano.

Con un capitale invece pari già a 300.000 €, lasciando invariato il tasso di rendimento, si può guadagnare annualmente poco più di uno stipendio medio lordo, mentre se il capitale cresce fino al milione di euro, si guadagna annualmente circa 4 volte tanto lo stipendio di un italiano.



Vi sembrerà che quello che avete appena letto sia ovvio, ma come vi abbiamo fatto notare poco fa il neofita pensa solo al rendimento, non al capitale da accumulare nel tempo per ottenere rendimenti e guadagni via via maggiori: sono piccoli esempi per far capire come ciò su cui sia necessario soffermarsi non è il rendimento, che può oscillare attorno a valori medi che dipendono dal rischio assunto e dalla strategia seguita, ma la costanza di accumulo di capitale. Oltre che la perseveranza di rimanere «investiti», facendo leva sulla forza dell’interesse composto.

Con la situazione che sta vivendo Nikola moltissimi investitori si stanno facendo male. In questi giorni gli occhi son puntati su Nikola, ma in passato eventi simili sono già successi e in futuro accadranno ancora.

Le scommesse possono essere vincenti oppure perdenti, ma non possono essere un investimento.

Luca Gherlone

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