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E se ti dicessimo che l’azionario è l’investimento meno rischioso?

E se ti dicessimo che l’azionario è l’investimento meno rischioso?

Siamo stati abituati per anni a sentirci rispondere che, se non volevamo rischiare i nostri soldi, ma soltanto “metterli da parte” e ottenere un po’ di rendimento, la strada migliore era l’obbligazionario. Mentre l’azionario era l’investimento «più rischioso», da evitare. Con questo articolo vediamo invece come quella credenza fosse sbagliata e come, invece, l’azionario è oggi l’investimento «meno rischioso».

Alcune volte lo studio dei numeri, se ben approfondito, ci fa capire delle cose che a primo acchito sembrerebbero assurde. Quanto volte i tuoi nonni o genitori, per non parlare di consulenti ottusi, ti hanno consigliato di allocare i tuo risparmio in polizze vite, fondi obbligazionari, titoli di Stato, perché “danno un rendimento certo e non rischi nulla“?

Tante, troppe volte.

In realtà questa credenza è SBAGLIATA.
Ed è stata messa in luce solo oggi grazie al mondo “a tassi zero“, che ha scoperchiato l’immane bugia dell’investimento obbligazionario.
Ovvero, che fosse possibile ottenere un rendimento soddisfacente, senza rischiare nulla.

In realtà, il rendimento che ottenevi tu o i tuoi nonni non era ne soddisfacente, ne senza rischio.

Non era soddisfacente perché SEMPLICEMENTE, gli investimenti obbligazionari ti restituivano un rendimento simile, se non inferiore, al tasso di inflazione: nei periodi d’oro dell’investimento obbligazionario, quando per intenderci i tuoi nonni dicevano che riuscivano a triplicare il capitale in 7 anni con i buoni postali, il rendimento che loro ottenevano era alto solo perché era alta pure l’inflazione: il loro rendimento REALE, NON NOMINALE, era invece pressoché nullo.




L’inflazione mascherava tutto.

L’inflazione mascherava tutto e faceva credere ad ignari investitori di aver guadagnato tanto, con poco rischio.

In realtà avevano solo mantenuto il loro potere d’acquisto, ma non erano diventati più ricchi.

Il mondo NIRP (Negative Interest Rate Policy) ha scoperchiato il bluff: inflazione tendente a zero e interessi del mondo obbligazionario nulli, se non negativi.

E i risparmiatori si sono accorti che investire in obbligazioni/titoli di stato e simili non aveva poi ‘sto gran senso.

In realtà, investendo in obbligazioni rischiavano molto più che investendo in azioni.


Valuta «il rischio» tramite un altro indicatore..

Guarda questa immagine.

Storicamente, il “recovery period” di obbligazioni e oro, cioè il tempo massimo impiegato da queste asset class per ritornare al punto di partenza dopo aver perso molto terreno, è clamorosamente maggiore delle azioni.

Se investi SOLO in obbligazioni, potresti avere bisogno di tantissimi anni per recuperare un crollo del mercato.

Se investi SOLO in oro, andiamo addirittura peggio.

Quindi, se consideriamo il rischio NON come “tasso di volatilità giornaliero“, ma come “rischio di perdere soldi dopo dieci anni di investimenti“, le azioni sono molto, ma molto meno rischiose di bond e oro.

Basta modificare l’indicatore per valutare il «rischio» e guardare il rishcio stesso da un’altra prospettiva, per far cambiare tutto.

Quello che cerchiamo di far capire ai nostri clienti è che il rischio non viene da una maggiore volatilità, ma dal “Recovery Period“, cioè dal tempo che impieghi a recuperare da una possibile perdita.

E se consideriamo ciò, non c’è paragone tra le diverse asset class.

Detto ciò, ci potreste domandare, “perché se le azioni sono di gran lunga il miglior asset d’investimento nel lungo periodo, ai vostri investitori consigliate sempre di iniziare con un All Weather, modificato secondo le aspettative di ognuno, ma sempre allocando le risorse in egual parte tra azioni, cash, oro e bond?“.

Perchè nel lungo periodo siamo tutti morti.

E perchè sappiamo benissimo che se anche nel lungo periodo valgono i dati di cui sopra, una crisi che colpisce le azioni è digerita mal volentieri da voi e che è quindi molto più efficiente EMOTIVAMENTE avere un paracadute (l’oro) che attenui le future perdite e che ci permetta di riallocare le risorse sulle azioni quando queste perderanno terreno.

Ergo, NEL LUNGO PERIODO, l’obiettivo deve essere avere in mano azioni.

Ma ci si deve arrivare con calma. Ri-allocando e riequilibrando il portafoglio ad ogni fase di mercato “volatile”.

E considerando che non sempre le cose vanno come son andate in passato.

Gabriele Galletta
Risk Manager e Analista Finanziario. Co-fondatore di Investimento Custodito, vi tiene aggiornati con le sue analisi delle borse.

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