Privacy Policy Cookie Policy La «truffa» dei fondi H2O (Natixis): cosa possiamo imparare? | Investimento Custodito

La «truffa» dei fondi H2O (Natixis): cosa possiamo imparare?

La «truffa» dei fondi H2O (Natixis): cosa possiamo imparare?

Chi, fidandosi di un track record impressionante, ha deciso di puntare sui fondi H20, ha passato sicuramente un 2020 non proprio tranquillissimo. Questi fondi, vere e proprie star nel mercato nel 2019 grazie a performance da paura, si sono sciolti come neve al sole dopo che si è scoperto il loro «trucco» per fare numeri da capogiro.

Assieme al mio amico Francesco R., analista della Banca Europea degli Investimenti e con cui spesso analizziamo fatti e eventi assieme (anche lui seguitissimo sui social), abbiamo ripreso e analizzato il caso dei Fondi H20, passati in pochissimo tempo da vere e proprie star del mercato a robaccia anche solo difficile da liquidare.


La vicenda

La scorsa settimana l’AMF (Authorité de Marché Financière, la Consob francese) ha deciso di sospendere una serie di fondi gestiti da H2O (società controllata dalla francese Natixis) per l’elevata presenza di attività illiquide all’interno dei fondi.

Gli attivi illiquidi – che vi ricordo essere attivi non negoziati sui mercati regolamentati e quindi non facilmente e velocemente acquistabili/liquidabili – sarebbero legati a titoli senza mercato di una serie di società appartenenti al finanziere tedesco Lars Windhorst, proprietario dell’Hertha Berlino e con un passato molto tribolato. Pare che H2O utilizzasse questi investimenti per «gonfiare le proprie performance» (Fonte: Financial Times).

Gli attivi illiquidi (tecnicamente detti di «Livello 3») non hanno un mercato sufficiente sulla base del quale definire un prezzo oggettivo: per la loro valutazione, H2O utilizzava modelli perlopiù soggettivi.

Anche PWC, revisore del fondo, aveva espresso forti dubbi sulla valutazione già nel 2017, ritenendo «pompate» le valutazioni di quegli asset.

La strategia di H2O nel passato ha funzionato, permettendole di realizzare rendimenti incredibili negli anni e di ultra-sovraperformare il mercato.

La performance del Fondo H2O «Allegro» contro lo S&P500



Alla fine però è arrivata la resa dei conti.

Con il sell-off di Marzo scorso, H2O ha sbagliato strategia, facendo «cattive scommesse su bond e valute», come ha riferito lo stesso Board della casa d’investimento, finendo per perdere oltre il 50% su alcuni fondi (il fondo H2O Allegro ha perso addirittura il 25% in un giorno!)

Da lì è iniziato il delirio.

Alcune performance dei fondi H2O



Gli investitori in preda al panico hanno venduto all’impazzata le quote dei fondi. I gestori di H2O, per liquidare tali investitori, hanno smobilizzato la parte liquida dei fondi (visto che quella illiquida non aveva mercato), facendo sforare la quota limite del 10% dell’attivo totale alla parta illiquida (per regolamentazione europea, la parte iliquida degli asset non dovrebbe essere superiore al 10% dell’attivo totale)

Per correre ai ripari, H2O ha concluso un accordo con Windhorst per rivendere a lui questi titoli illiquidi in cambio di cash. Dopo 5 mesi, la vendita è ancora «molto parziale», per «incertezze sulla valutazione» degli attivi illiquidi (stando alle parole di H20). E così, è scattato il blocco dei fondi da parte dell’AMF.

Stando alle ultime notizie, H2O ha deciso di svalutare i propri investimenti illiquidi e ha concordato di rivendere circa 2 miliardi di azioni/bond illiquidi a Windhorst a metà prezzo, vale a dire per solo un miliardo.

Allora, se H2O ha deciso effettivamente di vendere all’imprenditore tedesco quelle attività A META’ DEL LORO VALORE, forse quelle attività erano effettivamente sopravvalutate dalla stessa H2O per pompare i propri rendimenti.

«Quindi, si facevano sostanzialmente i prezzi da soli?», potrebbe pensare qualcuno.

La risposta potrebbe essere «si», ed è una risposta che conferma la ratio della norma europea che vuole che le attività illiquide di un fondo UCITS non superino il 10% del totale.




Cosa imparare dalla vicenda?

«Questo evento evidenzia che la carenza di liquidità rimane un rischio chiave per gli investitori in fondi comuni di investimento, in particolare laddove i fondi investono in titoli meno liquidi»: sono le parole di Fitch Ratings in un report di recente pubblicazione. 

I fondi H2O per cui sono stati sospesi riscatti e nuove sottoscrizioni sono i primi ad essere sottoposti a questo provvedimento quest’anno. Gli altri fondi comuni della casa d’investimenti affiliata al gruppo Natixis rimangono aperti. Il fermo ai rimborsi vale pertanto anche per gli investitori italiani che hanno acquistato quegli otto comparti del brand H2O e che quindi non possono sottoscrivere o chiedere rimborsi per almeno 4 settimane.



Una posizione, quella della società di rating, che fa il palio con quella espressa nel corso della settimana dall’Autorità di vigilanza europea che in un report dedicato alla stabilità finanziaria dell’area euro ha dedicato un’intera sezione alla valutazione dei rischi di contagio (spillover effects) fra i fondi esposti a classi di attivo meno liquide.

Purtroppo, la questione liquidità è una questione spesso poco presa in considerazione dall’investitore, questione che si può riversare sia nella scarsa liquidità stessa dello strumento in cui si investe (Financial Liquidity Risk), sia nella scarsa liquidabilità dello strumento in determinate fasi di mercato (Market liquidity Risk), che porta spesso a crolli di prezzo in fasi di alta volatilità.

Inoltre, da questa storia possiamo trarre l’importante insegnamento che vale sempre la dura legge del mercato e che, questa, nel lungo periodo, difficilmente sbaglia. Le euforie del breve periodo si scontreranno sempre con il ritorno alla media e alla normalità.

Gabriele Galletta
Risk Manager e Analista Finanziario. Co-fondatore di Investimento Custodito, vi tiene aggiornati con le sue analisi delle borse.

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26 commenti

Ramiro

Ho sottoscritto dei fondi Natixis H2O tramite agente finanziario e precisamente il fondo Adagio e Multibond. Essendo venuto a conoscenza solo oggi del problema di questi fondi, e non riuscendo a contattare il promotore, mi piacerebbe sapere una vostra opinione in merito a come dovrei muovermi, tenendo presente che sono tutti e due in negativo. Grazie per la Vostra attenzione.

    Gabriele Galletta

    Ciao Ramiro, noi ti consigliamo di venderli al più presto, se ancora possibile e se i rimborsi sono stati riaperti, in questa fase di «calma apparente». Visto che, avendo (come si è scoperto) asset illiquidi, è molto probabile che al prossimo storno di mercato potrebbe essere molto complicato venderli.

      Ramiro

      Grazie Gabriele.

lucio

esposizione chiara e semplice della vicenda h20.ho compreso perfettamente quello che e’successo anche se le mie conoscenze finanziarie sono molto scarse.

    Gabriele Galletta

    Grazie Lucio!

Claudio

Possiedo fondi H2O adagio acquistati tramite il mio gestore fondi, che mai mi ha avvisato del rischio in questi ultimi mesi. Oltretutto fino a ieri il valore delle quote era fermo al 2 di settembre. Ho espresso il mio disappunto e non mi hanno ancora spiegato la divisione percentuale che potrò riscattare subito e la rimanente che dovrò aspettare. È giusto non essere avvisato degli eventi che si stavano prospettando per poi decidere. Gestore scarso o colluso. Grazie

    Gabriele Galletta

    In questo caso, non sappiamo rispondere se il suo gestore sia stato «scarso» o «colluso»: sicuramente, è stato anche lui vittima del più classico effetto-gregge, che lo ha portato a consigliarLe un fondo pericoloso sol perchè tutti volevano partecipare ai rialzi senza sosta del fondo stesso. Colluso no, ma in conflitto d’interesse e scarso forse si, se ammettiamo questo. E spesso, gestori scarsi fanno molti più danni di gestori collusi.

    Valerio Blasi

    Le ripartizioni sono già state fatte. A giorni dovrebbero caricarle la “side pocket”, cioè una nuova Sicav “clone” nella quale sono confluiti tutti gli illiquidi presenti nel suo investimento in H2O. La società ha assicurato di avere già un piano di vendita che dovrebbe liquidare il comparto illiquido entro il 30 giugno. Il CEO di H2O ha anche assicurato che la sua società ha a disposizione una serie di collaterali da utilizzare nel caso la vendita degli illiquidi avesse problemi. A giorni le verrà proposto se le somme liquidate dovranno essere reinvestite, nel suo caso in Adagio, o rimborsate sul suo conto corrente. Adagio se non erro dovrebbe avere una percentuale attorno al 6% di illiquidi. Peggio va ai possessori di Allegro con un 31%.

Andrea

Salve,
Che possibilità ci sono di recuperare le perdite su questi fondi, facenti parte di una gestione patrimoniale di una primaria banca italiana?

    Gabriele Galletta

    Molto molto basse. Considerato che il sottostante dei fondi era sostanzialmente illiquidi per buona parte del totale.

Valerio Blasi

Del senno del poi son piene le fosse dottor Galletta. Pensare che un consulente sia colluso o scarso per aver proposto H2O è un brutto pensiero. Se lei, come diligentemente ha fatto scavando nelle motivazioni del flop H2O, scavasse anche in quanto retrocedono le Sicav H2O al consulente, si renderebbe conto che certamente non era una motivazione economica a far sì che si proponessero gli H2O. Errore del consulente? Certamente, ma la strategia Global Macro di H2O era una diversificazione che, all’oscuro della gestione degli illiquidi, poteva starci in un portafoglio. Ovviamente, parlando comunque di strategie aggressive, le percentuali in portafoglio dovevano essere commisurate al profilo di rischio del Cliente e mai superiori a qualche punto percentuale del portafoglio stesso.

    Gabriele Galletta

    L’unica motivazione che poteva spingere un consulente a comprare un fondo del genere era quella di essere viziato dal classico “paradosso dello specchietto retrovisore”, nella volontà di partecipare a guadagni che sembravano stellari, come un normale schema Ponzi. Più che colluso direi scarso, allora, se il consulente stesso è vittima degli errori comportamentali che affidandomi ad un consulente dovrei invece evitare.

paolo chiavari

SCUSATE VORREI UN’ INFORMAZIONE SE LA SAPETE: IO HO COMPRATO FONDI H20 MODERATO MULTIBOND TRAMITE BANCA GENERALI , SECONDO VOI, IN CASO DI MANCATO RIMBORSO SONO RESPONSABILI DI AVER CONSIGLIATO TALI TITOLI POCO SICURI?
gRAZIE

    Gabriele Galletta

    Purtroppo è difficile che la responsabilità cada in capo alla banca!

paolo

Avevo inviato a colui che mi aveva consigliato e sottoscritto i fondi nel lontano settembre 2019 un articolo apparso su Altroconsumo finanza in data 28/6/2019 che parlava gia’ allora della presenza di bond illiquidi nei fondi h20 chiedendo di vendere ma lui mi aveva convinto che erano fandonie

Gian Luca

Lo specchietto retrovisore lo usano un po’ tutti: i clienti in primis, poi i consulenti e in ultimo i commentatori. La vicenda in primis viene sollevata dal Financial Times l’anno scorso a giugno. i comparti hanno da sempre avuto rendimenti, volatilità e draw down largamente superiori alla media di strumenti d’investimento simili. Ad oggi questa operazione comporta solo problemi sulla liquidabilità dell’investimento Side Pocket. Di fatto è avvenuto uno split a somma zero per ogni comparto. sono state scorporate le attività illiquide tutte in un unico nuovo strumento. Vedremo. Il difficile viene adesso perchè la valutazione delle scelte da afre richiede competenza ed esperienza

    paolo

    che fare ? chiedere il riscatto accettando la perdita o proseguire ma con quale fiducia in un fondo che ti ha gia’ raggirato, ma ste Consob che ci stanno a fare?

      Gabriele Galletta

      Come diceva Warren Buffet, alcune volte, quando la barca sta affondando, conviene cambiare barca che provare ogni volta a salvare il salvabile impegnandosi nel rimuovere l’acqua che sta arrivando fino alla gola

Lavinia

Buongiorno, anche io sono vittima di quanto accaduto a 2 fondi H2O (Adagio e Multibond), consigliati dal mio consulente finanziario, oltre tutto in un piano di investimento di breve-medio termine.
A parte ogni legittima considerazione sulla mancanza di professionalità e sicuramente sul conflitto di interesse di questi consulenti (di gruppi bancari di primo piano oltre tutto), mi chiedevo:
non ci sono gli estremi per tentare una class action contro la società di gestione per l’evidente dolo che si perpetuava da tempo nella gestione di questi prodotti?
E gli organismi di vigilanza, preposti per il controllo e il rispetto dei regolamenti che disciplinano questi prodotti, che posizione assumono nei confronti di questa situazione? Sono esenti da responsabilità?
E, ancora, gli intermediari che hanno venduto questi prodotti e che avrebbero dovuto avere conoscenze più approfondite su quanto stava accadendo, non hanno alcuna responsabilità in tutto questo?
Voglio dire, alla fine che succede? Che ci rimettiamo solo ed esclusivamente noi investitori che, nostro malgrado, ci dovremo accollare le perdite di una gestione illegale dei prodotti sottoscritti?
Non credo che questa storia debba finire così.
Grazie

    Gabriele Galletta

    Purtroppo, le autorità di settore hanno riportato tutto al classico rischio di mercato. E’ un caso diverso ad esempio alle banche venete fallite, dove i risparmiatori sono stati ristorati: purtroppo, dobbiamo eliminare alla fonte il conflitto d’interesse.

Aldo

Il consulente della mia banca mi ha consigliato nel dicembre 2019 un piano di investimento con 40% conto deposito a 6 mesi, 40% un fondo obbligazionario e 20% H2O ADAGIO. Il mio profilo di rischio é moderato e iol fondo di H2O già da tempo erano criticati per problemi di liquidità mi chiedo se questo fondo fosse adatto al mio profilo di rischio e se posso chiedere alla banca il rimborso di eventuali perdite.
Grazie

    Gabriele Galletta

    Con le ultime norme, è difficile che lei abbia potuto comprare un fondo non adeguato al suo profilo senza consenso esplicito. Poi possiamo discutere sul fatto che un fondo come quello a Lei consigliato sia stato considerato “prudente” o perché il suo consulente abbia deciso di allocare il suo patrimonio solo su un fondo

Capitan Senno di Poi

Egregio Galletta, con il senno di poi siamo bravi tutti..

Cosa abbiamo imparato?

Abbiamo imparato che un fondo con alto grado di titoli illiquidi comporta forti rischi!
Bene!
Ma di fatto c’era già una legge che vietava di superare una certa percentuale di titoli illiquidi nei fondi comuni!
E prima dell’articolo del 2019, nessuno aveva mai parlato della percentuale elevata dei titoli illiquidi dei fondi h2o..
Facevano numeri esagerati, ma in definitiva si parla di fondi che in molti casi erano in leva 7! Per 10 anni, NON SOLO NEL 2019, questi fondi hanno restituito valore a chi li ha sottoscritti. Poi arriva il COVID e i suddetti gestori sbagliano tutto quello che si poteva sbagliare e da li iniziano i problemi ed ora tutti qui a scrivere quanto siano disonesti loro e chi li ha consigliati.. Beh mi sarebbe piaciuto leggerlo nel 2019 o nel 2018 o nel 2017 questo articolo.. O magari, visto che voi sapete e abbiamo imparato che non bisogna investire in fondi con alta percentuale di titoli illiquidi, quali sono i prossimi fondi con una forte percentuale di titoli illiquidi?

Andrea Campatelli

Situazione molto pericolosa. Sono delle sicav che ho sottoscritto poiché erano veramente allettanti i risultati.
Ora è venuta a galla la verità.

Franco

Anche il mio consulente Bnl mi fece acquistare H20 multibonds nel 2019. Già si sapeva della il illiquidita.

    Gabriele Galletta

    Classico problema del conflitto d’interesse: dovremmo fare in modo di evitare in qualsiasi modo di esserne vittima!

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