Privacy Policy Cookie Policy Non ti fare ingannare: una scimmia prevede il mercato meglio degli esperti | Investimento Custodito

Non ti fare ingannare: una scimmia prevede il mercato meglio degli esperti

Non ti fare ingannare: una scimmia prevede il mercato meglio degli esperti

Tra i peggiori abbagli e le peggiori illusioni di cui può essere affetto chi come te investe in borsa vi è quello di essere convinto di poter prevedere il mercato e sulla base di questo scegliere dove e quando investire. La storia (e soprattutto i dati) ci hanno invece insegnato che neanche i grandi analisti di Wall Street riescono a prevedere la borsa meglio di una scimmia.

Quando parlo di “saper prevedere il mercato“, parlo di tutti quei bias comportamentali per i quali sei convinto di saper in anticipo, sulla base di analisi più o meno approfondite o sulla base di qualche articolo di qualche sedicente esperto, di sapere cosa faranno le borse o qualche altra asset class da qui a poco tempo.

E sulla base di questo “smuovere” i tuoi investimenti.

Ti faccio un esempio: hai appena letto che il Coronavirus, o qualche altra Pandemia, stanno nuovamente dilagando nel mondo e che rischiamo un nuovo Lockdown in autunno; sulla base di questo, qualche sedicente esperto ti potrebbe consigliare di “scaricare” rischio (come si dice tecnicamente), ovvero di vendere le posizioni più rischiose del tuo portafoglio, come le azioni, e casomai di detenere cash fin tanto che il crollo non arriverà.

Questa strategia, quella che prede il nome di Market Timing, cioè entrare ed uscire dal mercato sulla base di date previsioni, ha portato nel tempo tantissime persone ha sbagliare sistematicamente momento nell’entrare e uscire dalle borse e ha perdere opportunità di guadagno mostruose, come ti avevo mostrato anche in questo articolo.

Saper prevedere le borse è generalmente anche considerata una qualità di tutti quegli investitori e analisti che pensano di poter “scovare” i titoli di borsa che faranno meglio della media, ovvero “meglio del mercato”: questi tizi pensano così, sulla base dei loro studi, di poter “battere il mercato”, cioè ottenere un rendimento medio maggiore della media degli investitori (leggi anche The Illusion of stock Picking, di Daniel Kanhemann).

Come ben sai, se sei un follower della nostra community, su questa presunzione si fonda tutta l’industria del risparmio gestito in finanza, in cui ti si chiedono delle commissioni più alte del previsto promettendoti rendimenti più alti della media: stando invece agli ultimi dati rilasciati da S&P Global nel 2016, società leader nel settore delle analisi finanziarie con sede a New York, negli ultimi dieci anni solo il 15% dei fondi hanno battuto il mercato. E in Italia, secondo il Sole24Ore, visti i costi maggiori, la percentuale scende addirittura sotto il 10%.


La scimmia di Malkiel

Come avrai capito, l’illusione di saper prevedere il mercato può avere pessime conseguenze sui tuoi investimenti e su quelli dei prodotti che hai acquistato perchè dietro c’era un “gestore esperto attivo” che selezionava i titoli dove investire. Burton Malkiel, autore del famoso libro “A random walk down Wall Street”, è universalmente riconosciuto come il padre delle profezia della scimmia che batte gli analisti di Wall Street.

Una scimmia con gli occhi bendati che lancia freccette su una lista di titoli azionari è capace di creare un portfolio performante tanto quanto uno creato da un esperto”.



La metafora di Malkiel è detta profezia perchè, per quanto paradossale, nel tempo è stata verificata da una serie importante di studi, tra cui quello che ti riportavo in precedenza di S&P Gobal. Ad esempio, Terry Odean, un professore di finanza alla UC Berkeley, studente del premio nobel Daniel Kanhemann, provò a dimostrare la tesi di Malkiel.
 
Odean ha iniziato studiando i record di negoziazione di 10.000 conti di intermediazione di singoli investitori per un periodo di sette anni.

È stato in grado di analizzare ogni transazione che gli investitori hanno eseguito attraverso quella società, quasi 163.000 operazioni. Questo ricco set di dati ha permesso a Odean di identificare tutti i casi in cui un investitore ha venduto alcune delle sue partecipazioni e subito dopo ne ha acquistato un altro.

Odean ha confrontato i rendimenti delle azioni che l’investitore aveva venduto e delle azioni che aveva invece acquistato, nel corso di un anno dopo la transazione.

In media, le azioni vendute dai singoli trader hanno fatto meglio di quelle acquistate, con un margine molto consistente: 3,2 punti percentuali all’anno, al di sopra e al di là dei costi significativi di esecuzione delle due operazioni.
 

In realtà, la scimmia di Malkiel può avere anche un’origine ben più antica nel famoso “teorema della scimmia instancabile” applicata ai mercati che ti può ancora una volta mostrare che se il tuo intento è affidarti ad un consulente per farti “prevedere dove andrà il mercato tra 3 mesi”, potresti trovare più convenienza nell’affidarti ad una scimmia.


Il teorema della scimmia instancabile

Il teorema della scimmia instancabile afferma che se una scimmia che prema a caso i tasti di una tastiera per un tempo infinitamente lungo quasi certamente riuscirà a comporre qualsiasi testo prefissato. Come esempio i francofoni prendono i volumi della Biblioteca Nazionale di Francia, gli anglosassoni le opere di William Shakespeare e gli italiani, ovviamente, la Divina Commedia.

A chi piace la matematica e ricorda qualcosa dei limiti, il teorema ha anche una dimostrazione scientifica: data una tastiera di m tasti e un testo da riprodurre di k battute, la probabilità di non-scriverlo in n tentativi è dato dalla seguente funzione
 



Il limite per n che tende all’infinito porta tutta l’espressione a zero: quindi, la probabilità di riprodurre il testo che si è scelto – se si prova all’infinito – è 1. Ergo, la scimmia ci riuscirà.

Dimostrazioni a parte del paradosso, potremmo pensare di estendere tale scioccante scoperta anche al mondo della finanza: se una scimmia scegliesse a caso dove investire il suo capitale, tra le migliaia e migliaia di azioni presenti sul mercato, riuscirebbe ad investire meglio del tuo consulente che, invece sceglie dove investire sulla base delle sue previsioni?

Una ricerca molto interessante di Vanguard sul Dax ha notato come gli errori di previsioni medi degli analisti sono gli stessi della nostra scimmia.

Prendiamo quindi il DAX: da una parte abbiamo un pool di esperti finanziari che formano previsioni settimanali sull’andamento del mercato e si muovono di conseguenza (“scaricano e vendono” azioni quando credono che tutto scenderà, comprano azioni quando credono che tutto salirà); dall’altra parte c’è una scimmia che prende tutto a caso.

Se prende e acquista tutto a caso è normale che il suo rendimento sarà uguale a quello del mercato, giusto?

Quindi, quando gli analisti prevedono che il mercato salirà, comprano azioni; quando invece prevedono che il mercato scenderà, vendono azioni. Sulla base di queste loro previsioni, otterranno un rendimento che potrà essere più o meno alto di quello del mercato. La scimmia, come detto, sceglie invece completamente a caso quello che fare e, quindi, nel lungo periodo è come se prendesse sempre il rendimento medio del mercato, ossia il 9%.

Elaborazione propria su dati Vanguard



Come si calcola l’errore nelle previsioni?

Facendo la differenza tra la previsione del’analista (o della scimmia) e il rendimento del mercato. Ad esempio, nell’anno 1, l’analista 4 ha previsto un rendimento del 3% annuo, mentre quello effettivo è stato dell’11%: l’errore è stato quindi dell’8%. Nello stesso anno, invece, la scimmia che prende sempre il 9% ha commesso un errore del 2%.

(Ovviamente, è necessario calcolare la deviazione standard di questa serie storica, statisticamente, cioè la radice quadrata della somma dei quadrati delle differenze)

Alla fine dei giochi, tra quelli che hanno fatto meglio del mercato e quelli che hanno fatto peggio, l’errore medio del pool di esperti con curriculum da favola è stato del 18,76%, mentre l’errore della scimmia è stato pari al 16,07%, che, nel proprio curriculum, vanta tutt’al più una sbucciata di banana senza mani.

Dunque, come hai potuto notare, se credi che investire significhi dover prevedere l’andamento delle borse e trovare qualcuno che ti dica quando investire appena prima della crescita, per vendere tutto appena prima del crollo, abbiamo una grande notizia per te: puoi affidarti direttamente ad un Orango Tango. Che è più conveniente.

Se invece hai cominciato a percepire che investire vuole dire altro e che prevedere le borse non ha senso (perché ti ricordo che l’unico obiettivo delle previsioni economiche è “rendere l’astrologia una scienza più rispettabile”, by Peter Lynch) allora sei già un passo oltre.

Gabriele Galletta
Risk Manager e Analista Finanziario. Co-fondatore di Investimento Custodito, vi tiene aggiornati con le sue analisi delle borse.

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