Privacy Policy Cookie Policy Una soluzione alternativa alla liquidità sul conto corrente | Investimento Custodito

Una soluzione alternativa alla liquidità sul conto corrente

Una soluzione alternativa alla liquidità sul conto corrente

La liquidità sul conto corrente diventa spesso una necessità (per spese future o per altre circostanze), che però espone il risparmiatore al rischio (specie per patrimoni sopra una certa soglia) bail-in nel caso in cui questa liquidità superi i cento mila euro. Allo stesso tempo, la liquidità sul conto corrente viene spesso accantonata per futuri investimenti o per sfruttare cali periodici del mercato in un’ottica di gestione “dinamica£ del portafoglio.

Se però questa liquidità è consistente (si pensi che per portafogli superiori al mezzo milioni di euro può tranquillamente superare i cento mila euro) espone nuovamente il risparmiatore al rischio bail-in.

La liquidità rappresenta un asset essenziale nella costruzione di un portafoglio di investimento efficiente: nella struttura del portafoglio permanente, al cash viene demandato addirittura il 25% del portafoglio, con la funzione di remunerare l’investitore durante una recessione e di rappresentare un buffer di risorse importante per sfruttare e operare i ribilanciamenti del portafoglio.

Detto in altri termini, quella parte di portafoglio che ha il compito di attenuare la volatilità dello stesso e fornire i buffer di liquidità necessari alle operazioni di ri-aggiustamento.

L’altro aspetto negativo della liquidità sul conto (oltre l’imposta di bollo, che comunque si paga anche su prodotti finanziari) è psicologico: avere quei soldi disponibili e non accantonati in qualcosa espone il risparmiatore al rischio di considerarli «fuori dal portafoglio» di investimento. Con la duplice conseguenza che il rendimento e la volatilità che sperimenterà sul suo portfolio personale non sarà quella effettiva e che lo stesso investitore potrebbe essere portato a usare quella liquidita per altre spese. Rendendola indisponibile al momento opportuno.

Ma quindi, capita l’importanza della liquidità, c’è una alternativa al mantenere la stessa sul conto corrente?


Le alternative alla liquidità

Le alternative possono essere due: conto deposito o ETF monetari.

Qualcuno afferma che gli ETF di liquidità hanno senso solo come investimento della liquidità strutturale, poiché non andrebbero bene, a causa dei costi che presentano, per parcheggiare somme liquide in attesa di essere spese o investite a breve.

Se questo fosse l’obiettivo dell’investitore, sarebbe meglio usare i conti deposito. Al contrario, se si vogliono mettere al sicuro parte del proprio patrimonio per essere tutelato in caso di bail in, gli ETF a breve scadenza sarebbero la soluzione ideale.

Secondo noi, in un’ottica dinamica di gestione del portafoglio secondo il nostro nuovo approccio agli investimenti, il conto deposito non è la soluzione giusta per il semplice motivo che nel brevissimo periodo vincola troppo il risparmiatore: la funzione dell’ETF monetario è invece, oltre che ridurre la volatilità, ergo fluttuare il meno possibile in fasi negative, fornire buffer e risorse importanti da usare appena si rendono necessarie.

Cose che il conto deposito non può fare (oltre che lo stesso conto deposito rimarrebbe fuori dal portafoglio che quindi non restituirebbe i rendimenti e le volatilità corrette).





Detto ciò, proviamo a scegliere i migliori ETF monetari, da non confondere con ETF che hanno la funzione di avere in mano asset de-correlanti che crescono in fasi negative. Analizziamo pertanto 4 ETF:

  • WisdomTree Long CHF Short EUR, che opera con operazioni long/short sul franco svizzero e dovrebbe anch’esso ridurre la volatilità del mercato;
  • iShares € Ultrashort Bond UCITS ETF, che conosciamo bene;
  • Lyxor Euro Overnight Return UCITS, che è un altro ETF monetario europeo indicizzato ai tassi overnight applicati su tutte le operazioni di finanziamento non garantite, concluse sul mercato interbancario;
  • UBS SBI For AAA-BBB 5-10 UCITS, un ETF molto interessante indicizzato ad obbligazioni societarie emesse in franchi svizzeri Investment Grade su due tratti di curva, 1-5 anni e 5-10 anni.

Notiamo come l’ETF migliore per assolvere alla funzione che ricerchiamo è certamente l’ETF Ultra Short Bond, mentre gli altri ETF indicizzati al franco svizzero sembrano essere maggiormente inclini a diversificare la componente di portafoglio dedicata a creare rendimento in fasi negative (al posto dell’oro).





Attenzione al confronto tra iShares Ultrashort e Lyxor Euro Overnight, perchè il fatto che il secondo abbia un drawdown complessivo inferiore può trarre in inganno l’investitore. Meglio concentrarsi su volatilità negativa e indice di Sortino.

L’ETF Lyxor Euro Overnight risente in modo prepotente della riduzione del tasso EONIA sul mercato interbancario e tende a «perdere di più dell’ETF ultrashort, ma la riduzione della volatilità dello stesso è importante e rappresenta una valida alternativa al primo.





Gli ETFs UBS SBI For AAA-BBB 5-10 UCITS e WisdomTree Long CHF Short EUR, anche se il franco svizzero viene considerato un asset da tener in mano nelle fasi negative di mercato, possono essere tenuti nella nostra personale watchlist come “partners” dell’oro per avere asset a beta negativo in portafoglio.

Gabriele Galletta
Risk Manager e Analista Finanziario. Co-fondatore di Investimento Custodito, vi tiene aggiornati con le sue analisi delle borse.

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2 commenti

DAVIDE RUGIERO

Salve! articolo interessante come sempre e che sicuramente porta a riflessioni! a tal proposito vorrei chiedere un chiarimento circa l’affermazione che il conto deposito nel breve periodo rischia di vincolare troppo il risparmiatore. Il conto deposito esiste in forma libera e quindi con somme trasferibili immediatamente sul conto principale o vincolata x la quale bisogna aspettare la fine del vincolo ma è vero che si possono scegliere vincoli di 3-6-9-12 mesi e quindi si puo’ provvedere ad uno scaglionamento per riavere le somme comunque disponibili in tempi equi! Nel breve beriodo secondo me l’ETF monetario espone a:
1) variazioni in negativo seppur minime
2) costo di acquisto e vendita (oltretutto spesso la quantità richiesta non viene acquistata in blocco e quindi il costo d’acquisto si moltiplica per più trances)
3) se non si pongono le giuste condizioni di mercato per investire la liquidità detenuta in ETF ed essa permane troppo in portafoglio, bisogna considerare anche il costo di gestione che graverà sulla somma in questione.
Resto quindi perplesso sul loro uso se non in maniera strutturale per mitigare la volatilità e come ultima istanza in caso ci fossero condizioni favorevoli ma venisse a mancare liquidita’ aggiuntiva extraportafoglio da investire.
Restano validissimi ovviamente gli argomenti portati a favore dei monetari ma probabilmente la cosa da dire e’ che ognuno ha le sue peculiarità e se investire o meno la liquidità in etf penso sia un giusto argomento che ciascuno potra’ affrontare con il proprio consulente che saprà indirizzarlo verso il migliore profilo rischio rendimento.

    Gabriele Galletta

    Ciao Davide. La flessibilità che garantisce un ETF monetario, dal nostro punto di vista, controbilancia ampiamente gli aspetti negativi che stai corrottamente osservando, tra cui costi di gestione, costi di transizione e in alcuni casi (come nel caso degli ETF indicizzati ai tassi interbancari riportati nell’articolo) addirittura performances negative nel medio periodo. Purtroppo, è impossibile strutturare ex-ante un conto deposito a scadenza a 3-6-9-12 mesi, per il semplice motivo che non sappiamo “prima” quando i soldi accantonati nel monetario saranno disponibili. In uno storno di mercato, capita che il recupero dell’azionario sia velocissimo (come accaduto durante il covid-19) e il conto deposito non ti garantisce quella operatività veloce che invece hai sugli ETF monetari. Ecco perchè il costo opportunità e il rendimento potenziale di queste due scelte, nel lungo periodo, ci farà propendere per gli ETF monetari, che rappresentano i buffers principali da cui attingere per fare quello che – in the long run – ci permette di sovra-performare il mercato, ovvero comprare on the dips.

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