Privacy Policy Cookie Policy Come e perchè (non) investire in ETF settoriali | Investimento Custodito

Come e perchè (non) investire in ETF settoriali

Come e perchè (non) investire in ETF settoriali

In questo periodo dell’anno, complice anche le fiammate di settori particolarmente attraenti come l’e-commerce, il cloud computing o l’Health-Care, stanno lentamente tornando di moda gli ETF settoriali, strumenti di gestione che ci permettono di investire in azioni di uno specifico settore.

La logica di fondo per cui dovremmo scegliere un ETF settoriale anzichè un ETF non specializzato su uno specifico settore merceologico è la consapevolezza che nel mondo alcuni settori faranno meglio di altri e saranno più performanti in termini di rendimento: con questo articolo vediamo come fare e, soprattutto, se il gioco vale la candela.

A differenza dei prodotti standard, che sono focalizzati su un mercato o un’area geografica, gli ETF settoriali adottano una politica di investimento “trasversale“.

In altri termini, essi investono in ampie aree geografiche, ma il sottostante sono indici composti da società che operano nello stesso settore merceologico.

Sebbene questi prodotti “abbraccino” più Paesi, essi sono molto correlati al proprio interno per effetto della specializzazione settoriale. Per chiarire il concetto lascia che ti faccia un esempio. Le aziende del settore tecnologico si muoveranno pressappoco tutte nello stesso modo, sia che si tratti di una azienda americana o europea.

Per questo motivo, da soli, gli ETF settoriali non sono adatti per realizzare un investimento diversificato. Essi andranno opportunamente miscelati con altri prodotti per avere una ampia diversificazione.

Ciò detto, se vogliamo inserire ETF settoriali in portafoglio dobbiamo cercare quantomeno di selezionare quelli che, secondo le nostre aspettative, faranno meglio: l’obiettivo è sostanzialmente fare quello che già si fa con le azioni e con lo stock picking, selezionare nel mercato quelle che secondo noi faranno meglio.



Il confronto

Per condurre questa analisi e capire quanto il gioco valga la candela, selezioniamo quattro settori differenti abbastanza diffusi e poco «specializzanti»:

  • Food & Beverage
  • Agri-business
  • Utilities
  • Healthcare

Lasciamo da parte settori come l’e-commerce, poiché la nostra analisi sarebbe viziata dal boom del settore nell’attuale contesto post-Covid e il settore spiccatamente tecnologico (poichè è banale da analizzare come ETF settoriale!).

Food & beverage

Il settore del cibo e delle bevande è tradizionalmente poco sensibile alle oscillazioni del ciclo economico. Per questa ragione il primo dei tre ETF che andremo ad esaminare è proprio relativo a questo settore merceologico.


Dati estrapolati da FIDA Workstation



L’ETF Lyxor mira a replicare l’indice STOXX 600 Europe Food & Beverage. Si tratta di un prodotto settoriale limitato alla sola Europa. La modalità di replica è sintetica, il costo annuo è dello 0,30% e l’ETF è ad accumulazione

La caratteristica difensiva dell’ETF emerge chiaramente se osservi l’andamento della suo quotazione nell’ultimo anno paragonata a quella dell’indice azionario globale: ciononostante, l’ETF ha restituito meno rendimento dell’ETF azionario globale, anche dopo l’arrivo della pandemia e dello storno delle borse.

Utilities

Passiamo al settore utilities. Investire nei servizi di pubblica utilità è un altro modo per cercare di mitigare la turbolenza dei mercati azionari, senza per questo rinunciare alla redditività.





Utilizziamo l’ETF XTrackers su MSCI World Utilities – ISIN IE00BM67HQ30 – un prodotto a replica fisica, campionaria, che investe nelle azioni che fanno parte dell’indice MSCI World Utilities.

In dettaglio ecco le caratteristiche dell’ETF:

  • il Paese più rappresentato sono gli Stati Uniti, con il 59,49%. Seguono Spagna con il 6,08% e Regno Unito con il 5,63%
  • l’Euro rappresenta solo il 20% della ripartizione per valuta; l’ETF comporta quindi un notevole rischio di cambio, poiché l’80% delle azioni sono espresse in valute non Euro
  • il titolo più pesante è Nextera Energy con il 7,23% del totale.

Il grafico che segue mostra come le Utilities abbiano reso meno dell’ETF globale, in quasi tutto l’arco del tempo considerato.

Dati estrapolati da FIDA Workstation




Agri-business

Andando invece sul settore Agri-business, la situazione peggiora ancora di più, in quanto avremmo scelto un settore fortemente colpito dalla pandemia.

Il settore agroalimentare è caratterizzato da un trend crescente indotto dalla crescita della popolazione mondiale, soprattutto nei Paesi Emergenti. Oltre a ciò si tratta di un comparto dell’economia poco sensibile alle fasi del ciclo economico. Con il fondo passivo iShares Agribusiness – ISIN IE00B6R52143 – è possibile replicare l’andamento dell’indice S&P Commodity Producers Agribusiness

Ciononostante, il suo rendimento è stato fortemente inferiore alle azioni globali durante gli anni precedenti e, addirittura, segna un rendimento negativo negli ultimi tre anni.

Dati estrapolati da FIDA Workstation




Healthcare

Infine, proviamo a selezionare uno dei pochi settori che hanno battuto il mercato in questi tre anni, ovvero (per ovvie ragioni) il settore Health Care, replicabile grazie all’ETF Lyxor MSCI World Health Care UCITS.



L’impennata del settore Health care è stata susseguente solo all’avvento del Covid-19, per un rinnovato interesse verso il settore della salute e della prevenzione delle malattie: ma è molto probabile che finita l’emergenza Covid-19, torni a sotto-performare l’indice azionario mondiale, come fatto in passato.



Le (non) ragioni degli ETF settoriali

Perchè allora (NON) selezionare ETF settoriali, specie se andiamo a comporre un portafoglio di medie dimensioni, ovvero sotto il mezzo milione di euro?

Elaborazione propria su dati Fida



Per lo stesso motivo per cui selezionare un paniere di titoli azionari che (forse) faranno meglio di altri è molto rischioso, ma è più convenirne “in the long run” selezionarli tutti, ovvero prendere il mercato intero.

Questa analisi condotta sui settori – tralasciando il tecnologico – ci ha fatto capire che investire in un unico settore potrebbe esporsi ad un rischio specifico simile a quello del voler investire in singole azioni; d’altra parte, “prendere il mercato” ci permette di eliminare il rischio specifico del singolo settore, ma ci permette anche di avere in portafoglio i settori che faranno meglio.

Questo concetto lo abbiamo già studiato e provato in questo discussion paper che mostrava le ragioni della diversificazione, vero salva vita del tuo portafoglio: in questo paper, parlavamo di diversificazione geografica, e non settoriale, ma il discorso non cambiava. Scegliere un solo paese per i tuoi investimenti, pensando faccia meglio degli altri, ti espone al suo rischio specifico; il portafoglio invece equi-ponderato, risultato impressionante, faceva meglio di qualsiasi altro paese considerato.

Fonte: JustETF



E la stessa cosa, sommariamente, l’abbiamo vista per quanto riguarda i settori: è molto interessante e bello pensare di poter cogliere e avere in mano i settori che potrebbero fare meglio: ma se poi si sbaglia e finiamo per avere in mano i settori peggiori?

Alla fine, il segreto per realizzare portafogli d’investimento duraturi e redditizi nel tempo è sbagliare meno.


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