Privacy Policy Cookie Policy Negli investimenti pagare tanto vuol dire alta qualità? – Investimento Custodito

Negli investimenti pagare tanto vuol dire alta qualità?

Negli investimenti pagare tanto vuol dire alta qualità?

I costi sono una delle variabili da valutare in modo perentorio per costruire una forma di investimento efficiente e redditizia.
Per il semplice motivo, banale, che più costi pagate per il vostro investimento. meno rendimenti avrete nel futuro: ed è da questa semplice equazione che moltissime ricerche in materia (firmate soprattutto Morningstar) hanno da sempre sostenuto che la prima proxy di un buon investimento sono proprio i costi.

Secondo il report annuale dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (qui il documento), dal 2018 al 2019 le performance medie dei fondi sono crollate e le previsioni per il post coronavirus non promettono nulla di buono. Il costo degli strumenti finanziari è invece rimasto stabile, tutto a discapito dei rendimenti – specie della classe retail.

La performance media dei fondi non è stata superiore allo 0,2% nel 2018. «Attualmente – dice ESMA – poiché la pandemia di covid-19 colpisce i mercati dei titoli, gli investitori devono essere preparati a vedere significativi impatti negativi sui loro portafogli»
I costi, invece, sono rimasti sostanzialmente stabili e sono diminuiti solo marginalmente nel tempo. Per gli investimenti di un anno sono stati dell’1,5% nel 2018 rispetto all’1,6% nel 2017.

Capite molto bene che ridurre di anche mezzo punto percentuale questi costi, nel tempo, vi garantisce un plus di rendimento notevole.

I clienti al dettaglio – continua il report – pagano in media circa il 40% in più rispetto agli investitori istituzionali in tutte le classi di attività. Un ipotetico investimento al dettaglio decennale di 10mila euro in azioni, obbligazioni e fondi misti ha dato un rendimento netto di circa 16.160 euro per il periodo 2009-2018, con costi pari a circa 2.800 euro.

ESMA si sofferma poi nell’analisi della differenza tra fondi attivi e fondi passivi, sottolineando come sebbene i fondi Oicvm gestiti attivamente abbiano registrato sovra-performance lorde rispetto ai passivi e agli strumenti Etf, la differenza non era abbastanza elevata da compensare i maggiori costi addebitati dai fondi attivi. I costi erano superiori all’1,5% nel caso degli azionari attivi, mentre in media si aggiravano intorno allo 0,6% per i passivi ed Etf;

«Il rapporto evidenzia la continua necessità per gli investitori al dettaglio di ricevere chiare informazioni sull’impatto dei costi sui rendimenti che possono aspettarsi di ricevere, consentendo loro di prendere decisioni di investimento informateQuesto è un elemento chiave per raggiungere l’obiettivo di protezione degli investitori dell’Esma“.

ESMA Chief Executive Officer

In sostanza, anche se il 25% dei migliori fondi attivi batte quelli passivi a tre anni, rimane difficile scegliere un fondo che poi si rivela effettivamente tra i migliori e che riesca quindi a battere il benchmark nel periodo di detenzione. Ad oggi, non si osserva una correlazione tra costi e performance e la dispersione tra le statistiche riportate è alta: pertanto l’investitore deve tenere a mente che non c’è nessuna garanzia di ottenere una qualità di gestione migliore semplicemente per il fatto che si paga di più il gestore.

Attenzione però a non eccedere!

Detto questo e appurato che pagare poco per investire i vostri soldi è meglio che pagare tanto, non bisogna cadere ance nel tranello opposto, secondo cui “l’obiettivo è rivolgersi a chi mi fa pagare meno”, focalizzandosi solo sui costi.

Perchè la guerra contro i costi di investimento ha fatto nascere in giro per il mondo centinaia e centinaia di Robo-advisor (MoneyFarm è l’esempio migliore in Italia) che ovviamente hanno raccolto l’interesse degli investitori per una forma di investimento che prometteva lauti benefici in termini di commissioni pagate.

Soluzioni di investimento certamente più efficienti dei classici fondi bancari con il 2% di costi di gestione annui (e infatti continueremo a veicolare i piccoli investitori sotto la nostra soglia minima di investimento verso queste soluzioni più efficienti), ma che presentano comunque delle problematiche: ne è un esempio il fatto che ad oggi abbiamo potuto riscontrare come tanti investitori non rimangano soddisfatti neanche di questa soluzione «digitale pura» e decidano di rivolgersi a noi.

Che siamo digitali, si, e quindi molto più efficienti della gestione classica bancaria, ma che comunque non operiamo a monte senza personalizzazione come un robo-advisor qualunque.
E ovviamente, costiamo di più su certe fasce di patrimonio.

Quindi, morale della favola, attenzione ai costi, perchè sono l’unico aspetto del vostro investimento che potete manovrare in modo oggettivo ex-ante, ma non pensate che pagare meno sia sempre sinonimo di qualità. Per il semplicissimo motivo – e i nostri clienti lo sanno – che l’extra-rendimento lo creiamo nel tempo con i sacrosanti aggiustamenti tattici personalizzati. Come vi ho potuto raccontare nelle ultime mail che parlavano delle operazioni fatte tra marzo e aprile che hanno «salvato» i portafogli a valle, non a monte. 

Cose che ovviamente un robo-advisor qualunque non può gestire.

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