Privacy Policy Cookie Policy La liquidità è veramente importante in un portafoglio? – Investimento Custodito

La liquidità è veramente importante in un portafoglio?

La liquidità è veramente importante in un portafoglio?

Ray Dalio, mitico investitore e fondatore di Bridgewater, viene spesso contrapposto al mitico Buffett per tipologia di investimenti e strategie da seguire e spesso l’investitore che segue da vicino la finanza non riesce a capire quale «guru seguire», visto che spesso i due si trovano su posizioni completamente opposte.

Ad esempio, se dovessimo comparare le performance e i loro investimenti da inizio anno, non avremmo dubbi su chi scegliere. E no, non sceglieremmo il primo azionista di Coca Cola, Apple e American Express.

Buffett, molto probabilmente, da inizio anno (essendo totalmente esposto al mercato azionario) sotto-performa Dalio, che tra l’altro non è nuovo (come ben sappiamo) a questi tipi di scommesse di cui abbiamo parlato. «Scommesse» che non rappresentano il pane quotidiano di Buffett.

Altro «scontro» virtuale che i due hanno avuto riguardava la funzione della liquidità in un portafoglio d’investimento: a gennaio, Dalio ebbe a dire al World Economic Forum di Davos, che «Cash is trash. Get out of cash. There’s still a lot of money in cash», mentre, secondo I dati del terzo trimestre 2019 di Berkshire, Buffett era seduto su qualcosa come 124 miliardi di dollari di liquidità.

A posteriori, però,la liquidità ha permesso a Buffett di fare ulteriori acquisizioni sul mercato durante la crisi Covid-19, a prezzi di saldo.

Quindi?
Chi aveva ragione tra i due?

La liquidità va inserita in un portafoglio d’investimento oppure no?

La risposta è si, certo.
Ha ragione Buffett, quindi.
La liquidità è fondamentale per avere le risorse da usare al “momento giusto”.

Ma ha ragione anche Dalio quando dice, dal canto suo, che la liquidità al giorno d’oggi è spazzatura.

Perchè, se e rimani troppo a lungo «in cash», come dicono a New York, alla fine perderai moltissimo del valore del tuo capitale, stimando anche un tasso di inflazione “normale” del 2%: quindi l’idea che tenere soldi contanti significhi comunque tenerli lontani da rischi è errata, in particolare se l’inflazione improvvisamente dovesse crescere.

(A riguardo, è uscito un interessante articolo di Blanchard, su cui casomai tornerò, che ipotizza e calcola uno scenario poco probabile (circa il 3%), ma comunque non assolutamente da scartare, in cui, vista la compresenza di tre fattori chiave, l’inflazione potrebbe tornare ad essere «galoppante» in un futuro non poco prossimo).

La liquidità è un asset vero e proprio, una scelta di investimento, che ha un rendimento e un costo opportunità: con un tasso di inflazione al 2%, la perdita di valore della liquidità in dieci anni è pari al 33%; nessun mercato azionario, per quanto rischioso che sia, ha una perdita certa così forte nell’arco di dieci anni.

Dalio ha ragione, quindi, nel notare che investire il denaro (in azioni, in bond, in oro, in aziende, fate un po’ voi, ma investirlo) dovrebbe far crescere i tuoi soldi molto più velocemente di quanto si pensi nel metterli in un conto di risparmio con un basso tasso di interesse, in particolare durante un mercato «toro».

Ma ha ragione anche Buffett nelle sue scelte strategiche: Buffett seduto su una colossale montagna di contanti sta aspettando esattamente il momento giusto per entrare e fare un bell’acquisto a prezzi di saldo.

Quindi, in effetti, entrambi sono corretti e tutto dipende dall’investitore al dettaglio Dalio rispetto a un investitore di valore come Buffett.

C’è da dire anche che quando Dalio dice letteralmente “il denaro è spazzatura”, parla soprattutto ai piccoli risparmiatori ancora convinti che un conto di risparmio con tassi certi all’1,5% sia una buona idea:egli, come sempre, suggerisce che gli investitori dovrebbero diversificare adeguatamente il proprio portafoglio per ottenere buoni rendimenti, indipendentemente dalle condizioni macroeconomiche e geopolitiche in atto in tutto il mondo (la nostra strategia All Weather, giusto?)

Tuttavia, Buffett non è un investitore retail, quindi le sue strategie sono molto diverse dall’investitore comune di tutti i giorni: Berkshire Hathaway è una grande holding, un grande market mover e buyer, che spesso cerca di acquistare dal 10% al 30% delle aziende che Buffett e il suo team trovano interessanti e profittevoli.

Però questo ci deve far capire che nonostante «cash is trash», la liquidità è un asset fondamentale da avere in portafoglio sia per migliorare il profilo di rischio dello stesso e attenuarne la scomoda volatilità, che per acquistare a prezzi di saldo strumenti finanziari quando i prezzi scendono, come stiamo facendo coi nostri clienti da fine marzo.

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