Cosa hanno in comune lo stallo politico italiano e la consulenza finanziaria?

In questi giorni si sente molto parlare di politica. L’Italia sta affrontando una delle crisi politiche più drammatiche che la storia ricordi. Questo “stallo”, come viene definito dalle principali testate giornalistiche, è dovuto ad un principio di fondo.

 

Fare politica è difficile.

 

La politica non è solo quella delle leggi e dei decreti, o quella delle discussioni nei talkshow. La politica è qualcosa di più profondo. Non a caso, il significato etimologico del termine (politikè, dal greco antico), dice tutto: la politica è l’arte di governare la società. Il tutto senza scomodare Platone, che nella sua celebre opera il “Politico”, delinea l’uomo politico come l’uomo regale, non tanto diverso da un padrone di casa. Entrambi infatti, si ritrovano a dover gestire qualcosa che è a loro sottoposto, sia essa una società o una famiglia.

 

 

download.jpg

 

 

Ancora una volta quindi si ha la conferma che la politica è l’arte di saper governare, l’arte di saper gestire, l’arte di saper prendere le decisioni giuste o quelle sbagliate per il bene comune. Il politico si ritrova ogni giorno di fronte a compromessi, di fronte a scelte che potranno accontentare qualcuno piuttosto che scontentare qualcun altro.

 

Le stesse scelte di fronte alle quali ogni giorno si trova un consulente finanziario.

 

Si, perchè anche il consulente finanziario è una sorta di politico in fin dei conti. Il consulente finanziario come il politico gestisce i risparmi dei propri clienti ed è costretto ogni giorno ad assumere decisioni che potrebbero non soddisfare pienamente i propri clienti.

La costruzione di un asset allocation ideale infatti presuppone, si, dei fondamenti tecnici e scientifici imprescindibili (come quello della correlazione rischio e rendimento), ma il bravo consulente finanziario sa che questi concetti non sono poi così semplici ed assoluti.

L’essere umano è per definizione avaro, attratto da un bisogno irrefrenabile di veder crescere i propri risparmi

  • nel minor tempo possibile;
  • al minor costo possibile;
  • con il minor sforzo possibile.

 

Questo è il tema principale del mondo della finanza, nel quale intermediari, banche, broker, assicurazioni, consulenti e chi più ne ha più ne metta, sono impegnati costantemente nella ricerca del guadagno, nella ricerca del rendimento. “E’ naturale!” potrà sostenere qualcuno.

 

business-concept-quality-speed-efficiency-cost-hand-drawing-blackboard-56275556
Fonte: Dreamstime.com

 

Ciò che invece viene messo in secondo piano è proprio il ruolo politico del consulente finanziario. Il valore della consulenza finanziaria infatti, sta proprio nel fatto di dover “sganciare” il cliente dalla logica del rendimento.

Un bravo consulente finanziario non è quello che ti fa guadagnare il massimo, nel minor tempo possibile, con il minor sforzo possibile.

Un bravo consulente finanziario è colui che conosce l’arte della politica, l’arte dei compromessi e che sa gestire i risparmi dei propri clienti cosicchè essi possano custodire e proteggere il loro patrimonio nel tempo. Questo è il tema principale della consulenza finanziaria. Non bisogna pensare al consulente come un professionista pagato per far crescere il proprio patrimonio.

Ecco perchè il consulente finanziario è costretto proprio come il politico a dover cercare un compromesso tra ciò che è giusto per i risparmi del cliente (che possiamo definire sustainability, ovvero l’insieme di quelle strategie giuste in termini allocativi ma che richiedono un orizzonte temporale di lungo periodo, quindi nient’altro che pazienza) e ciò che invece può farlo contento, in termini di rendimenti (l’outreach, ovvero l’impatto, quel comportamento rischioso e speculativo che gli permette di presentare subito al cliente i vantaggi del loro rapporto).

Ecco il costante dilemma di fronte al quale il consulente finanziario si trova ogni giorno.

 

Silhouette policy before the microphone

 

Proprio come per la strategia di governo adottata dal politico, la costruzione di un’asset allocation efficiente deve considerare un giusto equilibrio tra l’outreach e la sustainability. Ciò non è semplice perchè è chiaro che potrebbero verificarsi in questo caso fenomeni di selezione avversa e azzardo morale, dovuti al conflitto d’interesse che potrebbero nascere dalla ricerca di questo equilibrio. Il tema da affrontare quindi è semplice. Educare e formare la propria clientela dimostrando il vantaggio della consulenza finanziaria significa poter adottare per lui una strategia di stustainability che nel lungo periodo gli consentirà di raggiungere gli obiettivi prefissati, ma con condizioni diverse da quelle illustrate prima, ovvero:

  • con i tempi che questa strategia rende necessari;
  • con il giusto costo pagato ad un professionista competente;
  • con il giusto sforzo in termini di rischio/rendimento, orientativamente ai bisogni del cliente.

 

A presto caro lettore, con le nostre costanti comunicazioni dalla scatola nera della finanza.

 

Dott. Andrea Delle Foglie

CEO di Investimento Custodito SCF

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close