Quali sono oggi le prospettive di rendimento sui mercati?

Risultati immagini per wall streetNavighiamo a vista, amici miei.

Le condizioni al contorno sui mercati finanziari rimangono moderatamente positive, anche se alcuni fattori di rischio che avevamo intravisto qualche tempo fa cominciano a consolidarsi.

Tradotto, il vento rimane favorevole per la nostra navigazione, ma gli spifferi d’aria contrari aumentano e rischiano di incrociarsi.

Di quali fattori di rischio parliamo?
C’è un pericolo “crollo” all’orizzonte?
Qual è la strategia da seguire ora?
A che rendimento si può puntare?

Una domanda alla volta: cercherò di rispondere a tutte queste domande nel proseguo dell’articolo.

In primis, la storia dei dazi incrociati tra le maggiori economie globali e le solite vicende di politica monetaria.
Sono ancora questi i temi che tengono banco: le scelte dell’amministrazione Trump rischiano di portare qualche sconquasso nel sistema commerciale globale, con possibili ritorsioni dei partner europei e orientali.

Ma si sa, il commercio, dall’era di Bretton Woods in poi, non ha mai risentito particolarmente di imposizioni di dazi, barriere doganali o liberalizzazioni esagerate: a parte qualche spinta inflazionistica su alcune materie prime o su alcuni prezzi di produzione in particolari settori (vedi auto), nessun nuvolone grigio si attesta all’orizzonte.

 

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In America, la crescita rimane solida, anche se questo primo trimestre terminerà con molto meno ottimismo di come era iniziato, alla luce delle riforme fiscali trumpiane.

Ogni economista sa bene che il ciclo economico è ineluttabile e spinte inflazionistiche in un contesto di piena occupazione rischiano di anticipare la recessione: tradotto, l’inflazione americana potrebbe essere un fattore di rischio, aumentata, perché no, anche dai dazi all’importazione (come detto).

In questo contesto, molti analisti si attendono 4 rialzi, da parte della FED, dei tassi di interesse da parte della nuova gestione Powell, che dovrebbe quindi seguire la crescita attesa dell’inflazione.

 

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Ciò che in Europa è un problema per il verso opposto (inflazione troppo bassa) ed in America è stato un parametro da recuperare per molti anni, oggi potrebbe tornare a fare paura.

Quando arriverà la recessione non sappiamo, ovviamente.
Ma per questo anno – e forse anche il prossimo – possiamo stare tranquilli.

Anche perché la maggiore economia globale – la Cina, mio caro – si avvicina alle elezioni del 2021 e Xi Jinping non ha nessuna intenzione di restituire un paese in rallentamento economico.

O meno florido di quanto i suoi “sudditi” non vogliano.
Soprattutto da quando, poco tempo fa, si è praticamente auto-inserito in costituzione, eliminando i limiti al doppio mandato che vigevano prima per un presidente della gloriosa repubblica popolare cinese.

 

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Quindi, è molto probabile che si spinga sull’acceleratore in questi anni, al di là degli Urali.
Ma si sa che, come detto prima, quando acceleri, accelera anche l’avvento della fase avversa del ciclo.

Per il momento, la crescita del Prodotto Interno Lordo cinese raggiunge liveli attorno al 7-8%, livelli che in Europa non si vedono dal dopoguerra.
Ma anche li, come detto, non è tutto oro quello che luccica.

 

 

In Europa, le politiche reflazionistiche vengono messe sempre da parte, attenti spasmodicamente alla cura dei conti pubblici, più che alla crescita del PIL.

Ma ben sappiamo, noi analisti indipendenti, che questa (quella dell’austerità e del controllo dei conti pubblici) è solo una scusa per mantenere salari – ed inflazione – bassi e fare un grande favore alla politica mercantilista tedesca.

Il surplus commerciale europea, generato per il 90% dal surplus commerciale tedesco, ne è un esempio.

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Ho detto qualcosa che non avrei dovuto dire?

I don’t think so, visto che i dati sono pubblici e parlano chiaro.
E, ahimè, dispiace che i paesi del meridione europeo stiano tentando di tenere il passo della Germania a colpi di deflazione salariale al fine di mantenersi competitivi sul lato delle esportazioni.

Ah, piccola considerazione politica.
Chi vi promette politiche di spesa e maggiore deficit vi prende in giro, perchè noi non ci possiamo permettere, in un contesto di cambi fissi, a spingere l’inflazione verso l’alto grazie ad una crscita dei salari.

E quindi?
Che si fa?
Come ci comportiamo sui mercati?

Si ricorda sempre ai naviganti che il mercato è lo strumento per proteggere il proprio patrimonio: perciò, non si investe in funzione del mercato, ma in funzione dei propri obiettivi finanziari.
Ovviamente, stando attenti alle condizioni sui mercati.

Detto ciò, le prospettive di rendimento non saranno mai pari a quelle che abbiamo avuto in questi 9 anni di mercato “bull”: ma ciò non toglie che potremmo comunque avvicinarci.

 

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Allo stesso modo, ciò non toglie che, come detto, i fattori di rischio aumentano e sviluppare una strategia che non tenga conto di questo è pura follia: posizionarsi con un 60-70% sul mercato azionario sperando che questo restituisca ancora l’8-9% medio annuo è follia.

Quindi?
Quindi si consolidano moderatamente le posizioni e si prepara la exit-strategy quando arriverà il peggio.

Traduco.

Non stiamo ne dicendo che domani arriverà la recessione.
E che quindi conviene tenere tutto sotto il materasso ed investire al prossimo -50% in borsa.

Ne che per i prossimi dieci anni il mercato correrà all’impazzata.

Stiamo consigliando ai naviganti di costruire una strategia di investimento che tenga conto dei propri obiettivi finanziari a lungo periodo e che consideri sia le opportunità presenti sui mercati, sia i fattori di rischio.

Traduco ancora più esplicitamente.

La strategia che seguirei io, ora, sarebbe:

1) Portafoglio Permanente.
Con una esposizione pari al 25-30% sul mercato azionario, assieme ad alcuni asset difensivi e decorrelati rispetto alle azioni, in grado di attenuare possibili contraccolpi recessivi e preparare il terreno per il recupero

2) strategia speculativa a breve termine su azioni large cap per sfruttare disallineamenti temporanei di prezzo e cavare un po’ più di rendimento (Value Investing).

 

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

 

Più esplicito di così non posso essere.

Se ancora non ti è chiaro come gestire i tuoi soldi in questo contesto di mercato, non ti resta che contattarci e richiedere la tua prima consulenza.

A presto!

dott. Gabriele Galletta

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