È possibile ottenere un rendimento costante, indipendentemente dalla volatilità del mercato?

2Il sogno di qualsiasi persona che si appresta ad investire i suoi soldi è uno solo: limitare la possibilità, nel tempo, di perdere soldi. E accanto a questo, casomai, ottenere un po’ di rendimento, come ricompensa di essersi privato di una somma di denaro per un certo periodo di tempo.

Ci hanno sempre insegnato – e io in primis – che “se lasci fermi dieci anni i tuoi soldi sul mercato azionario, vedrai un gran rendimento alla fine!”. Che è la sacrosanta verità. Qualsiasi statistica lo conferma.

Il problema è però che nessuno sa cosa succederà da qui a venti o trent’anni. Nessuna sa se quella somma di denaro effettivamente potrà rimanere bloccata. E tutti soffrono a vedere – anche se temporaneamente – il proprio portafoglio in rosso.
Quindi?
C’è una soluzione?


È possibile scordarsi dei sali e scendi del mercato e comunque beneficiare di un certo rendimento?
È possibile costruire un portafoglio “per tutte le stagioni”?

Chiariamoci anzitutto le idee.
Ti ho sempre detto che l’unico vero investimento che, nel lunghissimo periodo, riesce a darti dei risultati più che soddisfacenti è l’investimento azionario.

Nel lungo periodo i mercati sono sempre in crescita.
Come ti dimostra l’andamento degli ultimi cento anni della borsa americana.

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Il problema è che non tutti riusciamo a comportarci così idealisticamente.
Che il concetto del lungo periodo, del “tieni fermi i soldi per tanto tempo e il mercato ti darà ragione” è un concetto tanto facile da capire, quanto difficile da applicare.

Siamo tuti bravi a posteriori a pontificare che negli ultimi cento anni il mercato ha restituito un rendimento del 9100,50%.

Bravi.

Non tutti siamo così bravi, però, a svegliarci la mettina dell’11 settembre e assistere inerti alla caduta delle borse mondiali. E rimanere freddi e impassibili. Aspetando che le borse recuperino la perdita.

 

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Pechè tanto, prima o poi, le borse recuperano.
Si sa.
Ma non tutti riescono a percepirlo in una crisi di nervi.

Il problema è che tu dovresti comportarti più o meno così, per soddisfare a pieno le statistiche: prendere i tuoi 100.000 euro da investire, metterli sul comparto azionario e DIMENTICARTI COMPLETAMENTE della loro esistenza.
Riaccendere il computer dopo dieci anni e trovare il tuo bel rendimento del 76,5% – tutto questo sempre se hai opportunatamente seguito le 4 regole basilari di ogni progetto d’investimento.

Purtroppo, e ovviamente, nessuno si comporta così e tutti tendiamo a controllare e ricontrollare, anche più volte l’anno, i nostri investimenti.

È sbagliato ricontrollare e ribilanciare le scelte iniziali?
In minima parte, no, non è sbagliato.
In minima parte, però.
Atraverso qualche accorgimento.

Ma la stragrande maggioranza delle ricerche scientifiche in materia hanno specificato che il risultato finale di un investimento dipende PER IL 96,5% dalle scelte d’investimento inziali. Da quella che si chiama Asset Allocation iniziale.

Quanto decidi di investire in bond, quanto in azioni, quanto in materie prime, quanto in cash.

 

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Quindi, tu investitore, dovresti soltanto “controllare passivamente” il tuo portafoglio nel tempo, limare qualche dettaglio e non farti minimamente scalfire da quelli che sono i burrascosi crolli del mercato.

Ovviamente, così si comporta idealmente l’homo oeconomicus, razionale, che massimizza la sua utilità e guarda al futuro, più che al presente. Non noi, che siamo portati a vendere tutto appena al tg starnazzano che qualche miliardo in borsa è stato bruciato. Poche, molte poche persone, si comportano come su.

Ecco perché la maggior parte dei risparmiatori si fa prendere dall’ansia, fa quello che mai dovrebbe fare (vendere quando i mercati crollano, anziché comprare) per paura di perdere tutto.

Mentre un’altra grande fetta di risparmiatori preferisce mettere tutto su conti deposito e buoni postali, guadagnare lo 0,8% di rendimento e continuare a pensare che solo gli squali di Wall Street riescano a cavare rendimento dai propri soldi.

Quindi, c’è una soluzione a questo problema?
O soffri la volatilità di mercato o ti accontenti delle briciole?

Non sarebbe possibile una via di mezzo? Un rendimento costante del 3-4% annuo, limando un po’ il rischio e non soffrendo la volatilità dei mercati azionari?

La risposta è sì.
Fortunatamente, mi sono imbattuto negli studi di un investitore americano che ha affrontato questo problema e ha trovato una stupenda soluzione.
51m9cjgbq8l-_sy344_bo1204203200_Nel 1999, Harry Browne, un investitore e politico statunitense, pubblica un libro dal titolo “Fail-Safe Investing: Lifelong Financial Security in 30 minutes”, dove espone delle massime sui comportamenti da tenere come investitore.

Ma soprattutto, espone il concetto di Permanent Portfolio. Il portafoglio d’investimento per tutte le stagioni.

La base teorica del Permanent Portfolio è molto semplice.

Nell’universo finanziario esistono determinati “asset d’investimento” che sono “decorellati”.
Significa che, storicamente, quando sale uno, scende l’altro.

Una delle più fomose de-correlazione sussite tra l’oro, principale materia prima, e il dollaro americano. Il motivo è presto detto: l’oro è denominato principalmente in dollari e quando la valuta americana si apprezza, l’oro diventa meno conveniente e tende a perdere valore.

La de-correlazione è quasi perfetta.

 

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Altra de-correlazione famosa è tra le azioni e, ancora, l’oro, classico “bene rifugio”: quando le borse crollano, gli investitori tendono a spostare i propri investimenti su un bene rifugio, per l’appunto l’oro, che tende invece a crescere come prezzo.

Usando il potere delle de-correlazioni è possibile costruire il Permanent Portfolio.
Se investo in oro e azioni simultaneamente, mi proteggo dai crolli di borsa e intanto porto a casa un rendimento costante.
Quando salgono le azioni e le obbligazioni, scende l’oro.
Quando crollano le azioni, sale l’oro.

In sostanza, se investo in egual misura su asset finanziari che, alternativamente, crescono e decrescono, mi dovrei garantire un rendimento costante.
E proteggermi da crolli di mercato.

Questa è la logica di base
Il Permanent Portfolio base è molto semplice da costruire e descrivere:

25% in Oro.
25% in Azioni.
25% in Obbligazioni a Lungo Termine.
25% in Liquidità.

 

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La strategia e l’allocazione iniziale delle risorse può essere limata e resa più efficiente.
Bisognerebbe affrontare anche il problema del ribilanciamento delle quote delle varie asset class: se le azioni crescono di valore, il loro peso relativo cresce e l’allocazione iniziale (25-25-25-25) si modifica.

Che fare?
Ribilanciare?
Lasciare tutto invariato, col rischio che la quota azionaria cresca sul totale e che il livello di rischio aumenti (e venga meno l’essenza stessa del Permanent Portfolio)?

Ma se ribilanciamo, non faciamo altro che vendere quello che ha guadagnato di più e comprare quello che perso di più. E’ un po’ un controsenso?

Oppure è corretto?

A parte tutte queste particolarità, di cui per ragioni di spazio e tempo non posso parlartene, il Permanent Portfolio, nel tempo, si è comportato molto bene.

Questa è la crescita di 1$ dal 1976, investito in sole azioni, oppure investito attraverso il Permanent Portfolio.

Un investimento SOLO azionario avrebbe restituito, negli ultimi 35 anni, secondo questi calcoli e queste simulazioni BASATE SUL PASSATO (ci teniamo a precisare), un interesse composto del 12,5%, per un ritorno sull’investimento totale del 7793,50% circa.
Un investimento seguendo le logiche del Permanent Portfolio avrebbe invece restituito un “onesto” 8,2%, per un ritorno totale del 2703,0%.

 

1

 

Come puoi notare, il rendimento di un portafoglio azionario è molto maggiore del rendimento del Permanent Portfolio, come ci si poteva attendere.

Ma le particolarità del Permanent Portfolio non stanno “nel rendimento”, quanto invece nella capacità di ridurre la volatilità di un investimento.
A fronte di un rendimento più contenuto, ma costante.
Quello che cercavamo, no?

Come puoi notare, ancora, il percorso della linea nera è molto meno accidentato di quello della linea rossa, contenendo di molto i cosidetti “drawdown”, ovvero le fasi di crollo pesanti della borsa (sfruttando il meccanismo delle de-corellazioni).

Questo è invece il confronto delle volatilità.
Il percorso meno accidentato del Permanent Portfolio, rispetto ad un invesitmento solo azionario, è mostrato proprio da una minore variabilità dei prezzi.

 

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Noti la forte differenza tra la serie temporale rossa e la serie temporale nera?
Questa differenza sta a rappresentare un mionr rischio,  con minori perdite potenziali.

A fronte, ovviamente, di un rendimento molto più contenuto.
E quasi costante.
Quello che cercavamo all’inizio, no?

Qui puoi apprezzare meglio quello di cui ti parlavo prima, ovvero la possibilità di contenere i drawdown di mercato, ovvero le perdite sostenute dai punti massimi a i punti minimi di mercato.

 

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Quindi, il Permanent Portfolio è la soluzione ai tuoi problemi di investimento?
Abbiamo trovato la soluzione ideale?
Va bene per tutti e per tutte?

Ovviamente, NO!
Il Permanent Portfolio è solo una delle tante soluzioni, o strumenti, che possiamo usare per investire i tuoi soldi.
Come ne esistono altre migliaia da poter sviluppare e testare.
Ognuna con le sue caratteristiche e i suoi pregi (e difetti).

Il Permanent Portfolio è l’ideale per una certa classe di risparmiatori.
Terribile per altre.

Se esiste il “portafoglio per tutte le stagioni”, non esiste allo stesso modo il portafoglio per tutte le persone.

Fermo restando che lo stesso Permanent Portfolio ha bisogno di alcuni accorgimenti e “impostazioni” di base per essere reso efficiente al massimo.

Fermo restando che NON E’ DETTO CHE IL PERMANENT PORTFOLIO RESTITUSICA NEL TEMPO LO STESSO RISULTATO (visto in che situazione si trovano le obbligazioni governative e l’oro).

Quindi, come al solito tutto DIPENDE.

>>Se vuoi sapere di più riguardo a questo argomento, come impostare una strategia d’investimento simile al meglio (e sopratutto se questa strategia è l’ideale per te), non devi fare altro che scriverci a

investimentocustodito@gmail.com

 

A presto!

 

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