Le due regole che devi assolutamente seguire per investimenti vincenti

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Ovvero, attività rischiosa per definizione, capace di generare alti ritorni sul capitale, in un’ottica di lungo periodo.

Ecco, ti ho dato la definizione tecnica di investimento, per farti capire subito due cose fondamentali: il rischio e l’orizzonte temporale sono prerequisiti necessari e non sufficienti per un investimento vincente.

Voglio cominciare questo post sgomberando subito il campo da equivoci: mentre gli addetti al settore ti inculcano nella testolina che rischio e tempo sono le due caratteristiche che devi imparare a gestire per ottenere buoni risultati dai tuoi investimenti, io ti dico altro.

 

Rischio e tempo non sono le due regole che DEVI seguire per investimenti vincenti.
Sono prerequisiti necessari.
Ma le due regole sono altre.

 

Va da se, quindi, che impiegare il proprio denaro in attività senza o con poco rischio non può essere considerato investimento, così come impiegare denaro in attività a breve termine.

Spiegatelo ai vostri amici, che credono di aver “investito” perchè han comprato una polizza vita.
Oppure spiegatelo al vostro consulente, che crede di gestire gli investimenti dei suoi clienti in Titoli di Stato o depositi.

No, rischio e tempo non sono le regole di un buon investimento, sono le basi.

InvestimentoCustodito crede fermamente che, per parlare di investimento, sia necessario parlare di imprese, di partecipazione al rischio di impresa.

 

E l’unico modo per partecipare al rischio di impresa è comprare azioni, che altro non sono che quote di capitale delle nostre imprese.

 

Ripeto un punto fondamentale: non ci vedrai MAI proporre un deposito monetario o un Titolo di Stato o, peggio, un buono fruttifero postale (VADE RETRO SATANA!!!). Se un cliente, con noi, vuole investire, deve farlo come diciamo NOI.02_000006080713

Che crediamo che investire voglia dire comprare azioni di aziende che producono utili, che macinano profitti, che hanno business model forti e competitivi e che, alla fine della feria, spartiscono questi utili con noi.

Detto ciò, quali sono queste due benedette regole?

 

 

  1. Pensare come un imprenditore

  2. Fare l’opposto di quello che fa “la massa”

 

Beh, la prima regola è diventato oramai il cavallo di battaglia di InvestimentoCustodito, la sua grande differenziazione e specializzazione.

I nostri colleghi – o presunti tali – credono di essere degli esperti di indici finanziari, strumenti, derivati, fondi e altre castronerie varie: niente di più sbagliato!

Sotto tutti questi strumenti, di cui il tuo consulente finanziaria ti ha parlato, ci stanno AZIENDE: aziende che lavorano, vendono i loro beni, producono profitti.

Sotto il Ftse Mib, il Dax, il futures, le opzioni, ci stanno aziende piccole e grandi.
Quando compri un fondo comune, una polizza, sia essa ramo vita che Unit, stai comprando aziende, indirettamente.

Ma tralasciare questo piccolissimo particolare è molto pericoloso.google-facebook-amazon
Perchè non ti fa capire il senso vero di un investimento.

Compreresti mai un qualcosa che non ha un business model solido, che è preda della concorrenza estera, che è destinata al fallimento perchè lavora con una struttura finanziaria troppo indebitata?

Ovviamente no.

Oppure, investiresti in un’azienda con un orizzonte temporale di breve periodo, magari di due anni?

Ecco, pensare da imprenditore ti permette di inglobare, a priori, le condizioni necessarie di cui ti parlavo prima, ovvero rischio e tempo.

 

Pensare da imprenditore ti fa capire che comprare azioni significa comprare aziende, significa studiare i loro bilanci, i loro business model: diventare proprietari di Facebook, Google, Amazon e godere dei profitti che creano.

 

Il capitalismo ti permette di diventare poprietario di colossi del calibro di Facebook e Google.
Capisci?
Questo è un concetto che non molti non hanno chiaro, un concetto di una potenza assurda.

Questo, oltretutto, è il motivo per cui, quando decidiamo di investire, non guardiamo alle stelle, ai cicli, alla banca centrale o al PIL.
Guardiamo solo e soltanto ai bilanci aziendali, ci pappiamo le relazioni gestionali del c.d.a, scrutiamo voce per voce il conto finanziario e capiamo cosa fa e come è gestita l’azienda in questione.

Si narra che Charlie Munger, poco famoso (ahimè!) braccio destro di Warren Buffet, passi le sue giornate intere non a guardare Class CNBC, a leggere ilSole24Ore o a cercare l’imbucata giusta del guru finanziario sulle opzioni binarie, bensì a leggere bilanci e relazioni di gestione.

 

 

 

 

La seconda regola è il must che devi seguire vita natural durante se non vuoi soccombere sotto i pesanti colpi del mercato.
Corollario alla seconda regola, se vogliamo, potrebbe essere questo:

 

Non ascoltare i media quando devi prendere decisioni di investimento

Si sa che i media influenzano le masse e le masse influenzano il mercato, negativamente, nel breve periodo: questo è il motivo per cui investire nel breve periodo non è mai positivo, troppo influenzato da paure e euforie degli investitori.

“Devi cominciare ad investire solo quando scorre il sangue per le strade”, sarebbe stata una famosa frase del compianto Jesse Livermore, che ci ricorda come è proprio nella crisi che si cela l’opportunità.

Quando tutti vendono.
Quanto i tg gridano alla fine del mondo.
Quando il PIL sta coninuando a crollare.
Tu investi.
Non sto qui a ricordarti che profitto avresti ottenuto, se avessi investito sul DOW JONES all’epoca della grande crisi del 2008-2009: circa il 250%, su per giù.

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“Ma perchè succede questo?
Perchè il mercato è talmente irrazionale?
Ma sopratutto, se io investo nel momento della crisi, quando tutto crolla, chi mi dice che il mercato si riprenderà?”

Innanzitutto, questo paradosso, di doverti comportare sempre all’opposto di quello che fa la massa, nasce da uno sfasamento temporale tra il momento in cui il mercato ha e processa delle informazioni, rispetto al tempo in cui il piccolo risparmiatore acquisisce e processa queste informazioni.

Mi spiego meglio: nei prezzi del mercato, si dice, sono “scontate” informazioni in anticipio almeno di 6-9 mesi. Nei prezzi di un’azione di una data azienda, ad esempio, si comincia ad anticipare il valore degli utili del prossimo semestre: queste informazioni, che il mercato processa in anticipo, quando arriveranno al piccolo risparmiatore?

Arriverano almeno 6-9 mesi dopo, il tempo che il bilancio effettivamente venga prodotto e pubblicato. Ma trascorreranno almeno altri 9-12 mesi affinché il piccolo risparmiatore possa “processare”, cioè fare sue, ed utilizzare queste informazioni.

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Hai capito il ritardo temporale della massa?
Hai capito il rischio che puoi correre?

Quando finalmente la massa ha capito che “arriva la ripresa”, il mercato ha in realtà incominciato a cavalcare almeno due anni prima; allo stesso modo, quando la massa percepisce la crisi, il mercato vi era già un anno prima.

L’unico modo per evitare e risolvere questo “problemuccio” è andare contro la massa.
Understand?

Ultima obiezione: in realtà, l’attività di andare contro la massa e contro il sentiment generale è abbastanza rischiosa. Nota è la frase “non tentare di afferrare un coltello che sta cadendo”.

Nessuno sa bene qual è il punto più basso che il mercato raggiungerà.
Molto cercheranno di fartelo credere, ma in realtà nessuno lo sa.

Come fare allora?
Con le solite regole, ovvero pensare come un imprenditore, e quindi avere solo a riguardo i bilanci aziendali, e in ottica di lungo periodo: è vero che, in una fase calante del mercato, non puoi sapere se quella fase perdurerà; ma se i bilanci delle aziende mostrano segnali di inversione di marcia, puoi stare sicuro che anche il mercato virerà in positivo.

I bilanci delle aziende sono uno stupendo spaccato della realtà economica, che ti si  presenta in anticipo rispetto alla massa. Una sorta di sguardo al futuro, insomma.

Ed è anche vero che, nel lungo periodo, il mercato crescerà SEMPRE: quindi, nel breve periodo potrai andare incontro ad un -10%, perchè ancora il coltello stava cadendo, ma nel lungo periodo, aver cominciato ad investire in una fase calante del ciclo porterà i suoi risultati.

L’articolo di oggi finisce così.
Come al solito, ti si presenta davanti la solita scelta: gestire il tuo risparmio attraverso le classiche forme (fondi, polizze, depositi), sempre molto valide nella loro semplicità.

Oppure scegliere InvestimentoCustodito.
Scegliere di diventare investitore, ma prim’ancora, imprenditore.
Scegliere di diventare il proprietario di aziende (qui) e non un semplice cassettista.

A presto!

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