Chi altro vuole ottenere rendimento, nell’epoca degli interessi zero?

2015-05-06-world-flatCi sono stati periodi bellissimi e floridissimi in cui arrivavano a pagarti anche il 3% su un semplice conto corrente.

Periodi nei quali un titolo di stato poteva triplicare il tuo capitale in sette anni.
Periodi nei quali un semplice BOT dava rendimenti da capogiro.

Ricordi quei periodi?
Li hai vissuti?

Perfetto: sappi che quel mondo è bello che finito e non tornerà per almeno i prossimi venti o trent’anni.

Adesso, come puoi gestire i tuoi soldi nell’epoca dei tassi di interessi a zero, cercando di ottenere del rendimento, senza quella dose eccessiva di rischio che ti terrorizza?

Ti faccio un riassunto veloce della situazione nella quali ci troviamo oggi, e di come potresti farti veramente male, se non comprendi l’ordine delle cose.

Cominciamo da principio: siamo nel lontano 2008, all’alba della famosa crisi finanziaria che colpì dapprima gli Stati Uniti d’America e, dopo, l’Europa intera.

In questi casi, durante crisi finanziarie ed economiche, la politica fiscale e monetaria interviene con i suoi strumenti a sostegno dell’economia: ma quali strumenti?

Nel sistema finanziario mondiale, le banche centrali – come la BCE o la FED – hanno due funzioni importanti: garantire la stabilità e l’efficienza del sistema finanziario e “prestare” soldi alle altre banche.

Su questi soldi che le banche centrali prestano, le banche nazionali devono ovviamente pagare un interesse: è il famoso “costo del denaro” o tasso di rifinanziamento principale (nell’Eurositema).

 

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Fai finta che, in condizioni normali, questo costo del denaro si aggiri intorno al 4,5% (come lo era, il Fed Funds Rate, nel 2008): se arriva una bella crisi finanziaria, la banca centrale pensa bene di abbassare questo costo del denaro.

Nel 2008, la FED portò il suo tasso d’interesse al livello record di 0,25%.
Qual è lo scopo di tutto questo?

Far pagare meno soldi alle banche per il denaro chiesto alla banca centrale e, di conseguenza, far pagare meno i clienti delle banche, incentivando quest’ultimi a chiedere prestiti.

Clienti che potranno tornare a far girare l’economia, comprando, spendendo, investendo: in questo particolare periodo, un semplice impiegato potrebbe richiedere un mutuo per comprare la sua casetta con un tasso del 2%, anziché del 7-8%.

 

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Insomma, la politica monetaria interviene per stabilizzare l’economia, abbassando il costo del denaro in periodi di recessione e alzandolo in periodi di alta inflazione: infatti, il meccanismo che ti ho descritto prima può essere capovolto in condizioni di “surriscaldamento” dell’economia – durante per esempio le crisi iper-inflattive o durante bolle economiche – quando i prezzi sono troppo alti, alzando il costo del denaro.

(Breve inciso: quella che ti ho appena descritto è la cosiddetta teoria “mainstream” sull’inflazione, secondo la quale le banche centrali possono controllare il livello dei prezzi manipolando il costo del denaro

abbassare costo del denaro -> si alzano i prezzi
alzare costo del denaro -> si abbassano i prezzi

io non credo tanto a questa teoria e, se vuoi approfondire, ti invito a leggere la teoria della moneta endogena)

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I più addentrati nelle dinamiche della politica monetaria capiranno il senso di questo grafico

 

Andiamo avanti amico.
Siamo nel 2008, quando la FED comprende che la crisi appena scoppiata è di una straordinaria inaudita: così decide che gli strumenti “convenzionali” non sono più sufficienti a fronteggiare questo cataclisma.

Cosa si inventano questi geniacci di americani?
Il famoso Quantitative Easing, ovvero alleggerimento quantitativo.

 

In sostanza, decide di stampare valanghe di soldi e soldi per comprare titoli di stato americani, con l’unico scopo di sostenere le quotazioni dei mercati azionari.

 

Anche qui il meccanismo è abbastanza semplice: se aumento in modo vertiginoso la domanda di un bene, il suo prezzo tenderà a salire, giusto?

 

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I titoli di stato (che sono sempre obbligazioni) sono dei particolari strumenti finanziari per cui il prezzo è collegato in maniera inversa al rendimento: questo significa che se il prezzo che pago per un titolo di stato è alto, allora il suo rendimento sarà basso.

Guarda la relazione in figura sopra: più il prezzo del titolo sale (bond price) più il rendimento (bond yield) scende.

Immagina un titolo di Stato Greco, considerato forse lo strumento finanziario più rischioso oggi: un titolo greco deve costare sicuramente MENO di un titolo tedesco (rischio molto minore) e di conseguenza offrire rendimenti molto maggiori.

Hai capito?
Quindi, il meccanismo che le banche centrali hanno messo in campo è il seguente: compro valanghe ti titoli di stato, aumento il loro prezzo e ne abbasso il rendimento.

 

Cattura

 

Questo è quello che è successo anche in Europa, la quale ha seguito a ruota (insieme alle banche centrali del Giappone dell’Inghilterra) la politica monetaria della FED: guarda il trend rialzista dei bond governativi europei, dal 2008 ad oggi, il quale si riflette ovviamente sul rendimento degli stessi Titoli di Stato Europei.

Se hai seguito il discorso fin qui, avrai capito qual è l’effetto ultimo di questa politica monetaria selvaggia, nota ai più con il termine ZIRP (Zero Interest Rate Policy): la compressione verso il basso – fino a farli rendere nulli, o anche negativi – dei rendimenti dei Titoli di Stato.

 

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Questa condizione del mercato finanziario è stata portata avanti fino a punti mai esplorati prima, continuando ad immettere liquidità nel sistema, continuando a stampare valanghe e valanghe di carta moneta, portando il rendimento dei titoli di stato in territorio addirittura negativo.

 

Questo significa che, se tu acquisti un titolo di stato tedesco – che non potrai mai fallire, salvo caso eccezionali – non ricevi un rendimento, ma devi pagare TU per la protezione che stai richiedendo.

Eccolo l’effetto primario per la gestione dei tuoi soldi: investire negli strumenti finanziari a cui tu eri tanto abituato – BOT, BTP, polizze vita – non solo non porta rendimento, ma è addirittura controproducente, poiché sei TU che devi pagare un interesse (e non il contrario)

Comprare un BOT ti comporta un interesse negativo del -0,26%.

Tradotto, su 100.000 euro di BOT (investimento classico dell’italiano medio) non solo non incassi neanche 50 centesimi di interessi, ma ti ritrovi a pagare una sorta di tassa pari a 260 euro.

Ora, continua a leggere con attenzione, mi raccomando, perché cercherò di spiegarti come comportarti in questo contesto e come creare rendimento per i tuoi investimenti, anche nell’epoca dei tassi a zero.

Qual è stato lo scopo primario di queste manovre di politica monetaria (che, lo ripeto, stanno alla base dell’odierna situazione finanziaria)?
Farti un dispetto e rendere inutile, per te, investire in Titoli di Stato?
Assolutamente no, e te lo faccio subito vedere nel grafico successivo.

 

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L’obiettivo primario della politica monetaria – se vai a rileggere su, l’ho scritto poco fa – è quello di sostenere sia l’economia reale che i mercati finanziari: ma come?

Semplicemente, se con le politiche monetarie espansive della banca centrale, i rendimenti del mercato obbligazionario vengono compressi fino allo zero, gli investitori si dovrebbero spostare verso il mercato azionario (in grado invece di dare ancora rendimento), con la conseguenza di sostenerne le quotazioni.

Vai a guardare quindi il grafico in cui viene riportato l’indice azionario americano e il bilancio della Federal Reserve (più moneta stampa la FED e più il bilancio si espande): la correlazione tra politica monetaria e indici azionari è chiara.

 

Sembrerebbe che più soldi stampano le banche centrali e più i mercati azionari salgono.

Abbiamo quindi trovato la strategia di investimento perfetta?
Compriamo quando la FED stampa moneta e vendiamo quando questa alza il costo del denaro?janet-yellen-draghi-703502

Ovviamente no: correlazione non vuol dire “rapporto di causa effetto”.
I mercati finanziari sono influenzati da tanti fattori – tra cui la politica monetaria – ma ridurre una strategia di investimento “alle scelte di Draghi o della Yellen” mi pare quantomai riduttivo e superficiale (e sbagliato).

Ma veniamo al dunque.

Con questo articolo, ho cercato di farti capire in quale contesto oggi ci troviamo, come ci siamo arrivati e per quali ragioni, e quali potrebbero essere le conseguenze del perdurare di questa situazione.

Adesso, come puoi gestire i tuoi soldi nell’epoca dei tassi di interessi a zero, cercando di ottenere del rendimento, senza quella dose eccessiva di rischio che ti terrorizza?

Perché, amico mio, diciamocelo chiaro, la soluzione sarebbe presto fatta se tu cominciassi ad investire nel mercato azionario: ma tu non sei un grande amante del rischio e preferisci la tranquillità del mercato obbligazionario, dei Titoli di Stato o delle Polizze vita.

Ma questi, come abbiamo visto, ti danno ZERO di rendimento.
Quindi, che cosa facciamo?

Comincia a seguire questa breve lista di cose da NON fare.113_costigestionejpg_huge

  1. Dici ADDIO a qualsiasi Titolo di Stato europeo o americano ti venga proposto;
  2. Non ti azzardare a comprare polizze vita: tra costi assurdi e rendimenti risicato all’osso, non hanno alcun senso;
  3. Non comprare obbligazioni della tua banca o di altre società: troppo rischio e poco rendimento;

 

Adesso, ti scrivo invece una serie di cose che DOBBIAMO FARE, grazie alle quali giungeremo ad una soluzione condivisa su come investire i nostri soldi:

 

  1. Devi diversificare;
  2. Devi affidarti a qualcuno che sappia CREARE VALORE anche in questo periodo di magra;
  3. Devi dare tempo al tempo e costruire le tue strategie di investimento con un professionista indipendente (quindi, non con la tua banca).

 

PROFILO_inv_cust (1)Insomma, devi affidarti ancora una volta ad InvestimentoCustodito: la nostra strategia di investimento si basa sull’utilizzo di strategie flessibili, che riescono ad estrarre valore anche in situazioni come queste.

Vuoi un esempio?
Questo che ti sto per postare sotto è uno degli strumenti che abbiamo utilizzato, in grado di creare rendimento, senza sottoporti troppo alle oscillazioni dei mercati.

E’ possibile, infatti, creare delle strategie di investimento che siano “de-correlate” rispetto al mercato – cioè non seguano quel sali e scendi nervoso e frustrante – e che nel contempo riescano a dare un buon livello di rendimento.

Una bella sorpresa, no?
L’eden del risparmiatore: rendimento con piccole dose di rischio.
E ripeto, non stiamo parlando di investimenti azionari (con ritorni sicuramente maggiori, ma con volatilità di mercato molto più alte).

 

Cattura

 

Questo strumento finanziario ha realizzato (ad oggi) una performance del 2,6%, da Gennaio 2016,  quando la stragrande maggioranza degli investimenti è in profondo rosso – dovute alle forti correzioni dei mercati dei mesi precedenti.

(Non ti scrivo il nome di questo fondo comune di investimento per ovvie ragioni, ma se volesse maggiori informazioni ti basta contattarmi in privato)

La cosa positiva di questo strumento finanziario è quella che, con un basso livello di rischio (caratteristica tipica dei titoli obbligazionari) riesci ad ottenere del rendimento soddisfacente (cosa che coi Titoli di Stato non è possibile, come abbiamo visto).

La soluzione hai problemi che stavi cercando.
Come vedi, non è necessario andare sull’azionario per ottenere rendimento.
E’ necessario, però, affidarsi a persone competenti.
Che sappiano dove mettere mani.

Anche per oggi dobbiamo salutarci: InvestimentoCustodito è sempre a tua disposizione e, sopratutto, a disposizione dei tuoi investimenti.

A presto!
Gabriele Galletta.

 

 

 

 

 

 

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