Ecco il “redde rationem” per le banche: come difendere i propri risparmi

banche-a-rischio-fallimento-e-migliori-in-italia-2015-2016-classifica-aggiornata-nuove-regole-2016-per-conti-correnti-obbligazioniVenerdì 29 Luglio sapremo di che morte dovremo morire.

Arrivano finalmente i risultati dei famosi “stress test” della BCE, che ci diranno quali banche possono superare eventuali situazioni di crisi o quali no.

E che quindi avranno bisogno di aiuti statali per continuare a poter campare.
Ovviamente a spese nostre.

Oggi sono stati invece pubblicati i risultati del secondo trimestre della banca europea più grande in assoluto: Deutsche Bank.

Avremo modo di parlarne, nell’articolo, ma sappi che secondo fonti autorevoli (FMI) i pericoli per il sistema finanziario e per l’economia europea provengono proprio da li: con buona pace della Merkel e di Schauble, il loro sistema bancario fa più acqua del nostro.

Andiamo con ordine: il sistema bancario italiano ed europeo è notoriamente in crisi, per una serie di ragioni che vanno dalla scarsa dotazione patrimoniale alla presenza massiccia di crediti “marci” nei bilanci delle banche.

Dalla famosa crisi del 2008 ad oggi, l’insieme delle persone e delle imprese che hanno ricevuto dalla banca credito e che non sono riusciti a restituire quanto dovuto, è aumentato vertiginosamente.

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Le nostre banche hanno in pancia miliardi e miliardi di crediti deteriorati – tu che non paghi il mutuo, la tua impresa che non restituisce la linea di credito ottenuta, il tuo comune che ha dichiarato bancarotta e che non restituirà mai il prestito della banca cooperativa del luogo. Crediti deteriorati, contabilizzati in bilancio, che dovranno essere svalutati, visto il fatto che verranno recuperati in parte (o verranno persi del tutto).

Faccio un piccolo esempio numerico per fare capire la portata del problema.

Mettiamo caso che esista una banca che ha, al passivo, 100 euro di conti correnti e 20 euro di capitale sociale, mentre all’attivo ha “solo” 120 euro di un prestito concessi ad un cliente.

Prestiti 120                         Conti corrente 100
                                               Capitale sociale 20

Attivo 120                              Passivo 120

Il cliente ha delle difficoltà economiche e la banca comprende che non potrà mai restituire tutti i 120 euro prestati: si trova dunque costretta a svalutare il credito per 20 (per esempio).

Questo è il “famoso tasso di copertura” dei crediti deteriorati di cui si sente molto parlare, pari al 20% nel nostro caso. La cosa importante è però: chi copre questa perdita di bilancio?

L’attivo è ora diventato pari a 100, mentre il passivo rimane pari a 120: i due valori devono essere uguali, ed è per questa ragione che viene “distrutto” parte del capitale dell’ente, al fine proprio di coprire questa svalutazione.

Ovviamente, la banca non può sopravvivere senza capitale sociale, ed è per questo motivo che la banca chiede la conversione di parte delle passività (conti corrente) in capitale sociale:

Prestiti 100                         Conti corrente 80
                                               Capitale sociale 20

Attivo 100                              Passivo 100

 

Questo è l’effetto del Bail-in: le perdite di bilancio delle banche ricadono su correntisti, obbligazionisti ed azionisti, senza che nessuno vi possa intervenire.

 

E questa è la situazione della più antica banca italiana, Monte dei Paschi di Siena: su un totale di crediti in Bonis di 90 miliardi, MPS contabilizza 47 miliardi di crediti deteriorati. Di questi, circa il 50% è stato già svalutato e rettificato: MPS può solamente cercare di “vendere” questi crediti marci sul mercato, ovviamente a prezzi molto stontati, andando incontro ad ulteriori svalutazioni che, ovviamente, impatteranno ancora di più sul patrimonio della banca.

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Capisco che tu possa cominciare ad essere insofferente riguardo ai tuoi risparmi, depositati casomai in una banca a rischio (o, peggio, impiegati in qualche obbligazione subordinata): ma è necessario che tu capisca PERCHE’ ci troviamo in questo marasma, prima di passare AL COME fare per difendere i propri risparmi.

Torniamo a noi, perchè ti voglio spiegare anche il senso di un altro tassello importante del sistema finanziario generale: si sa che le banche sono degli istituti “sotto osservazione” visto l’importante funzione che svolgono nel sistema economico: un loro fallimento, sopratutto di un ente sistemico come lo è MPS, genererebbe un terremoto finanziario nazionale mai visto prima.

Per questa ragione, esistono delle autorità di vigilanza superiori e indipendenti, che vigilano sia sull’operato delle banche che sui “requisiti minimi patrimoniali” che queste devono rispettare.

Tradotto, se la tua società può tirare avanti anche con 10.000 euro di capitale sociale e 1 milione di euro di attivi e prestiti finanziari, questo non può accadere per gli istituti finanziari.

In particolare, le banche devono avere un “patrimonio di vigilanza” che, rapportato all’attivo, sia almeno pari al 10,5%.

E’ il famoso indice di solvibilità, che il tuo consulente o assicuratore cerca di spiattellarti ogni giorno per farti capire quanto sia solida la sua banca.

Indice di solvibilità= Patrimonio di Vigilanza/attivo ponderato per il rischio

Seguimi per un attimo, su questi pochi punti che cerco di spiegarti:

  1. l’indice di solvibilità è l’elemento NECESSARIO per far si che la tua banca possa continuare a campare: se non è almeno pari al 10,5%, le autorità di vigilanza (BCE) fanno chiudere bottega;
  2. purtroppo, seppur necessario, NON E’ SUFFICIENTE a dire se una banca è solida oppure no (spiegaglielo al tuo consulente di fiducia);
  3. l’indice di solvibilità dipende da quanto capitale ha a disposizione la tua banca.

Tradotto, se i crediti che la banca ha concesso vengono svalutati e se il capitale sociale della banca viene usato per coprire queste perdite (vedi esempio sopra), il suo indice di solvibilità comincia a soffrire parecchio, avvicinandosi alla soglia minima richiesta.kirk-banks-stress-test

E quand’è che le banche non riescono a recuperare i loro crediti gentilmente concessi alla propria clientela?

  • durante una recessione economica
  • durante periodi di disoccupazione prolungata
  • durante un crollo immobiliare

Ed è proprio questo il senso dei famosi “stress test”: cercare di capire come reagirebbero le banche e i loro bilanci, in caso di crisi economica prolungata.

Tradotto, ancora, è facile avere indici di solvibilità “a norma” in periodi “normali”: ma cosa succederebbe se l’Italia tornasse in recessione o se l’anno prossimo il mercato immobiliare dovesse crollare di nuovo?

Cosa succederebbe agli indici patrimoniali delle nostre banche?13669085_1247959161905704_5183729969644377051_n

Venerdì 29 Luglio, l’EBA (European Banking Authority) svelerà il risultato degli stress test e capiremo finalmente di che morte dovremo morire.
Prendiamo di nuovo MPS: secondo il terzo pilastro di Basilea 3, il CET1 della banca (l’indice di solvibilità) è pari a 11,7%, ben al di sopra del limite dovuto.

Secondo però alcune indiscrezioni (Sole24Ore) gli esiti degli stress test non sono stati affatto brillanti per MPS: in caso di prolungata crisi economica e di condizioni particolarmente avverse, il CET1 di MPS potrebbe scivolare anche al 5%, rendendo necessario un intervento delle autorità di vigilanza.

Tradotto, salvataggio statale o Bail-in: e l’ipotesi non è neanche fanta-politica o illazioni di un semplice ragazzo che segue gli andamenti del mercato.

Fonti autorevoli (Reuteurs) affermano come l’UE stia già pensando ad una procedura di risoluzione (applicazione del Bail-in) nei confronti di MPS, se non si riuscirà a trovare una soluzione “di mercato” – leggasi aumento di capitale – per la banca.

 

Cattura3

Altro “problemuccio” con cui devono convivere i risparmiatori che hanno deciso di riporre piena fiducia nella loro banca, affidandogli tutti i risparmi di una vita: Deutsche Bank.

La più grande banca europea oggi ha pubblicato i dati relativi al secondo trimestre del 2016.

L’utile netto è crollato del 98% rispetto al secondo trimestre del 2015, mentre è crollato del 92% rispetto al primo trimestre del 2016: il CET1 è pari al 10,8%, in calo rispetto all’11,4% dello scorso anno (puoi leggere la trimestrale completa qui). La soglia minima oltre la quale DB non può più operare è pari al 10,5%: superato tale limite, la banca non potrà più distribuire utili agli azionisti.

Superato il limite dell’8%, la banca molto probabilmente verrà commissariata, se non posta in risoluzione anch’essa.

 

Cattura

Ma veniamo al punto critico della questione: cosa succede ai tuoi investimenti? Come riuscire a difendere i propri risparmi?

Penso sia chiaro ai più che il tempo sia scaduto: chi è rimasto fermo alle proprie abitudini di investimento, tipiche degli anni ’60, in cui si era fieri azionisti della propria banca, ci ha rimesso fortemente i propri quattrini: l’hai potuto vedere sia con le nostre quattro famose banche fallite a novembre, sia con i casi Veneto Banca o Banca Popolare di Vicenza.

Chi ha investito in azioni o obbligazioni subordinate di queste banche, oggi sull’orlo di una risoluzione, si trova in grande difficoltà, per una serie di ragioni:

  1. Innanzitutto, non ha seguito nessun principio cardine di un progetto di investimento serio, come oramai fa da tempo InvestimentoCustodito®, tra cui in primis la DIVERSIFICAZIONE;
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  2. Oggi, queste persone, si ritrovano in mano titoli dal valore prossimo allo zero: un’azione MPS quota circa a 28 centesimi, quando nel 2008 era arrivata a costare anche 80 euro; un azione Deutsche Bank ha perso i 43% del proprio valore in meno di un anno. Per non parlare delle subordinate di queste banche: il grafico ti mostra quale sia il valore oggi della famosa obbligazioni subordinata 2008-2018 MPS, che molte persone che stanno leggendo, ora si trovano in mano;
  3. Chi vuole cercare di recuperare parte dei proprio risparmi, vendendo prima della scadenza pattuita, si trova nell’impossibilità di farlo: sia perchè questi sono titoli poco “liquidabili” – che non hanno un mercato vero e proprio dove poter essere venduti subito – sia perchè il valore di recupero sarebbe veramente irrisorio.

 

Per tutte queste persone, come detto, il tempo è scaduto.
Mi dispiace.

Per chi è riuscito a salvarsi in tempo da questo disastro bancario, ho due consigli da dare:

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Se hai dei risparmi da impiegare o vuoi costruirti nel tempo una solida ricchezza, FUGGI DA QUALSIASI FORMA DI RISCHIO SPECIFICO E DA CHIUNQUE VE LA PROPONGA.

Tradotto, non comprare titoli azionari o obbligazionari della singola società, sia che essa sia una banca, sia che essa sia un’azienda normale.

Non sottoscrivere “Offerte pubbliche d’acquisto” o aumenti di capitale, ne della tua banca e ne delle società che ti propongono: non cadere nel tranello di comprare azioni delle società che promuovono in televisione.

Cirio, Parmalat, Tiscali, obbligazioni argentine: sono tutti titoli diventati carta straccia. Il risparmiatore ha perso tutto quello che aveva impiegato in questi strumenti.

Comprare azioni della singola società, senza diversificare, significa assumersi TUTTO QUEL DETERMINATO RISCHIO SPECIFICO E D’IMPRESA: significa rimetterci capre e cavoli, se quell’impresa fallisce.

Prima regola del programma di InvestimentoCustodito®: DIVERSIFICARE.

Secondo consiglio che ti posso dare: lascia meno liquidità possibile sul conto corrente, giusto quello che ti necessita per affrontare le spese quotidiane o a breve termine (6-9 mesi).

Ti torno a ripete che le banche falliscono, e a rimetterci sono I CLIENTI (compresi i correntisti): e non te ne venire con la solita giustificazione che “i conti corrente sono garantiti sotto i centomila euro”.

Ti ho già spiegato (sul mio profilo e sulla mia pagina FB) che questo non è vero, per il semplice motivo che il fondo che dovrebbe garantire il tuo conto corrente NON E’ SUFFICIENTE A GARANTIRLI TUTTI.

13615204_1238301129538174_1603418837963535662_nTi riporto i dati per farti capire la portata del problema: nella prima foto hai la relazione annuale del FITD (il famoso fondo di garanzia dei depositi).

MPS ha circa 50 miliardi di conti corrente in bilancio (dati seconda trimestrale 2016): pur essendo ottimisti, ammettiamo che solo la metà di questi siano sotto i 100.000 euro.

Il fondo ce li ha questi 25 miliardi di euro per coprire e garantire SOLO i conti corrente di MPS?

Ovviamente no.

Sai quanti soldi ha il fondo?

205 milioni di euro circa.

Garantirebbe solo l’1% circa dei conti corrente Monte dei Paschi.
In un’ipotesi ottimistica.

Quindi, ti ripeto il mio consiglio: lascia poca liquidità sul conto. E se proprio hai delle necessità di breve termine, nell’arco dei prossimi 6-9 mesi – che GIUSTAMENTE ti impediscono di avviare un piano di investimento a lungo termine – diversifica anche le banche per la scelta del conto corrente.

Scegli più banche solide – grazie anche all’aiuto di un esperto indipendente – e deposita solo i soldi che ti serviranno a breve termine in questa serie di banche.

Spero di esserti stato d’aiuto, in questo contesto difficile e particolare: ricorda, l’importante è affidarsi ad un esperto serio ed indipendente, che possa veramente fare i nostri interessi. E non quelli della banca per cui lavora.

L’importante è sviluppare una strategia di ampio respiro, nel lungo termine, che possa farci superare indenni tutti questi eventi di breve termine.

Ed InvestimentoCustodito® lavora solo così.

A presto e in bocca al lupo.
Gabriele.

 

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