Da mille a 4.227.000 euro: la storia di Nonna Eugenia

la-nonna-sta-contando-i-soldi-3560404– “Nonna, tu i soldi dove li tenevi?”

–  “Figlio mio, sotto il mattone!”

– “E non hai mai pensato di investirli?”

– “Ah? Ma sei pazzo?! IO NON VOGLIO RISCHIARE DI PERDERE I MIEI SOLDI!”

Discorso tipico tra la nonna , che tante cose brutte ha sentito sulla borsa e sui promotori, e il nipote tornato a casa dopo la prima lezione di Finanza.

Obbiettivo primario della vita: NON PERDERE SOLDI.

Nessun posto è più sicuro del cuscino. O della mia banca.

Ma è vero?

Certo, la cara vecchia nonna vi dirà sicuramente di si: meglio tenerseli dentro o poco sotto la federa anziché farli gestire ad un quasi sconosciuto! E chi mi dice che questo non si intasca i miei soldi e non scappi in Alaska? (casomai sulla questione ci faccio un altro articolo!)

No,no,no. I miei soldi sotto al cuscino. Niente alternativa. Li stanno al sicuro.

E se ti dicessi che il modo migliore per proteggere i tuoi risparmi è quello di  investirli? 

 

12884353_1158776967490591_1564638710_n (1)

 

NONNA IDA E NONNA EUGENIA

Siamo nel 1950. La guerra è appena finita: i mariti sono tornati finalmente al loro paese e hanno portato con loro qualche spicciolo.

Nonna Eugenia e Nonna Ida, le protagoniste del nostro racconto, prendono questi denari e decidono di metterli da parte per periodi futuri, avendo imparato cosa significa soffrire e non avere pane da mangiare.

Mettiamo caso che Nonna Ida abbia deciso di posare i suoi mille euro (semplifichiamo il discorso e facciamo finta sia sempre esistito l’euro) sotto il materasso. La nonna è troppo spaventata dalle brutte cose che si raccontano sui mercati finanziari e ricorda ancora quando un parente, all’epoca della crisi del ’29, perse tutti i suoi risparmi. Terrorizzata da quel ricordo, decide che la federa sia il posto più sicuro per i propri soldi

Dall’altra parte del ring, invece, nonna Eugenia non ha mai creduto alle voci della gente e alle disgrazie dei malcapitati in borsa. La nonna si fa consigliare da un suo stretto amico che la sprona ad investire i suoi denari a lungo tempo, anzichè lasciarli fermi a fare la muffa sotto il cuscino, perchè convinto delle potenzialità del mercato finanziario.

Nonna Eugenia decide allora di investire i suoi mille euro in un fondo bilanciato.

Gli anni passano, la situazione economica italiana migliora col tempo e le due nonnine, all’epoca ancora giovani e forti, non hanno bisogno dei loro soldi e decidono li lasciarli posati dove avevano deciso.

Arrivano i giorni nostri. Nonna Ida e Nonna Eugenia sono (ahimè) passate a miglior vita e i loro eredi si ritrovano a dover ritirare le sommette messe da parte.

Cominciamo dagli eredi di nonna Ida. Prima di scoprire quanti interessi ha macinato la vecchia, i poveri eredi devono sudare sette camicie per scoprire IN QUALE POSTO DELLA CASA la nonna posò a suo tempo i dineri.

Nello sgabuzzino.

Nell’armadio.

Nel sifone.

Nada.

Finché non arriva l’illuminazione di guardare sotto il cuscino. Bingo.

Eccoli!

Mille euro erano e mille euro sono rimasti.

Però: qual è il loro valore attuale?

 

I mille euro di nonna Ida, contando l’andamento dell’inflazione, varrebbero oggi circa un decimo in meno di quanto valevano all’epoca

 

(semplicemente, se 1 euro di oggi vale come 10 euro di ieri, mille euro di ieri valgono come 100 di oggi).

L’operazione finanziaria di nonna Ida non ha avuto grandi frutti, visto che abbiamo conseguito SOLO PERDITE.

La nonnina credeva che il materasso fosse il luogo sicuro per antonomasia e, invece, ha visto a poco a poco svanire la sua ricchezza

Il cuscino non ha massimizzato il capitale di nonna Ida.

Gli eredi di nonna Eugenia, invece, si recano dal loro consulente di fiducia, figlio del promotore (all’epoca si chiamavano ancora così) che aveva consigliato a nonna Eugenia di investire i risparmi sudati in un fondo bilanciato.

La nuora di nonna Eugenia, moglie del figlio Mario, ha un pò di paura ad aprire e girare il foglio che riporta l’estratto conto: anche lei, come nonna Eugenia, ha sentito centinaia di storie di gente che ha scialacquato tutti i propri averi in borsa.

La tensione sale.

I figli tremano.

Mario e consorte girano il foglio e….

 

Ci trovano scritto il seguente saldo

4.227.000 euro.

 

Bum.

La mia storia finisce qui. Non c’è bisogno che io commenti.

“Ora mi stai dicendo che la nonna – o  chi per lei – avrebbe ottenuto un rendimento del 4.227%?”

Ebbene si. Ma non me lo sto inventato io: ce lo dice JP Morgan, che ogni mese pubblica le sue ricerche sui mercati finanziari. E tra questi, la banca d’affari statunitense ci restituisce sempre quel grazioso grafico che hai visto sopra.

E come diamine ha fatto nonna Eugenia ad ottenere quel rendimento?

HA INVESTITO

Ma non ha investito a caso. Ha investito seguendo le ben note regole del nostro sistema.

  1. Ha diversificato
  2. Ha guardato al lungo periodo
  3. Ha gestito il rischio
  4. Ha gestito le emotività

La nonna non ha messo i suoi soldini in posta perchè “il mercato è troppo rischioso: ho paura!”.

No.

La nonna si è assunta la dosi corrette di rischio.

Per quanto tempo vuoi ancora lasciare i tuoi soldi in banca o sotto il cuscino a fare la muffa e perdere ricchezza?

 

“TROPPO RISCHIO: I MERCATI NON FANNO PER ME”

E’ l’obiezione principe che sento ogni giorno: è proprio questo fattore che porta il risparmiatore italiano a fare scelte errate in tema di investimenti.

Il rischio è il prezzo che tu paghi per ottenere un rendimento superiore. Rischio non vuole dire “perdere i soldi”.

Ti faccio un esempio “terra terra” per capire il senso.

Facciamo finta che io debba percorrere  un tratto di superstrada pari a 50 km. Che succede se cammino a 5 km/h, a 70 km/h o a 200 km/h?

Se cammino a 5 km/h in superstrada, il rischio di investire è molto basso, ma non è nullo. E te lo sottolineo: mica è sicuro che non esce qualche pazzo di lato e mi travolge? IL RISCHIO C’E’ SEMPRE. In compenso, arriverò a destinazione in circa dieci ore. Cioè, non sono sicuro che avrò salva la pellaccia e arrivo pure dopo una vita: un pò quello che succede oggi con i depositi bancari. Mi assumo un bel rischio che la mia banca fallisca e in compenso non mi danno un euro di interesse.

Se cammino a 70 km/h, il rischio di investire sicuramente  aumenta, però è ben controllato , visto che sto rispettando i limiti di velocità. Inoltre,  riuscirò ad arrivare a destinazione in tre quarti d’ora circa, anziché in tre ore: vale a dire, un buon compromesso tra rischio e rendimento.

Se devo camminare pianissimo, arrivare dopo un anno a destinazione e nel compenso rischiare pure di investire, tanto vale camminare un pò più veloce e arrivare molto prima! 

Ultimo step: se corro a 200 km/h, potrei anche arrivare a destinazione in venti minuti, ma il rischio di investire sale alle stelle: in quel caso, il rischio che mi sto assumendo di rimanerci secco non è più controllato e non è più bilanciato dal benefico di arrivare prima. Non c’è più compromesso tra rischio che mi sto accollando e beneficio.

Are you anderstend?

Capita la relazione tra rischio e rendimento?

Tieni a mente quello che ti sto per dire, perchè potrebbe distruggere molte tue convinzioni

Non esistono investimenti senza rischio

immagine20rischio201

E l’esempio te l’ha messo in testo con una semplice analogia.

E se il promotore Tizio o l’impiegato di banca/posta Caio o l’assicuratore Sempronio vi hanno proposto investimenti senza rischio, vi hanno raccontato cazzate.

Tutto ha un rischio che deve essere gestito.

I tuoi titoli di Stato non sono sicuri.

Il tuo deposito o conto corrente non è sicuro.

La tua polizza vita non è sicura.

E in compenso non ti danno un euro di rendimento.

 

STAI RISCHIANDO, MA NON STAI OTTENENDO RENDIMENTO

 

Sei contento?

Anche nonna Ida – inconsapevolmente – ha corso del rischio lasciando i suoi soldi sotto il cuscino.

Il rischio dell’inflazione. Senza ottenere rendimento.

Il mercato finanziario, visto giorno per giorno, può sembrare un mare in tempesta, dove tutti (o quasi) i naviganti affondano: ma visto nel lungo periodo – dieci, venti, trent’anni – pare un laghetto di provincia nel quale portare i propri figli la domenica (vedi grafico sopra).

Quanto ancora vuoi lasciare i tuoi soldi preda delle commissioni bancarie o dell’inflazione?

Quanto ancora vuoi rimanere nel limbo dell’impassibilità, per paura del mercato?

InvestimentoCustodito® ti spiega, parola per parola portandoti per mano, come fare.

Quindi hai due strade: decidere finalmente di diventare un investitore (qui) oppure continuare a lamentarti che c’è la crisi e non arrivi a fine mise

 

Tempo di saluti amico, a presto.

Gabriele Galletta

 

Post Scriptum: Nonna Eugenia e Nonna Ida avevano un’altra amica, nonna Natalia, molto amica del direttore sotto casa sua. Nonna Natalia, fidandosi ciecamente del suo grande amico (all’epoca della prima guerra mondiale avevano avuto anche un flirt) aveva deciso di acquistare obbligazioni subordinate della banca. Purtroppo, la nonna non conosceva il problema del conflitto di interesse che vige sovrano in banca.

Risultato? I nipoti di Nonna Natalia non ritrovarono neanche un euro, poiché la banca era fallita e, in un mondo ideale, il bail in era già in vigore.

Non è difficile intuire quale principio (il primo!) nonna Natalia non avesse seguito

 

DIVERSIFICARE. Sempre

 

 

Annunci

Un pensiero su “Da mille a 4.227.000 euro: la storia di Nonna Eugenia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...