Questo dannato orizzonte temporale, spiegato una volta per tutte.

ziopapSapete tutti chi è zio Paperone, giusto? O meglio conosciuto col nome di battessimo, Paperon de’ Paperoni?

(Se non lo sapete, vuol dire che avete avuto un infanzia molto triste!)

Ebbene, lo zio Paperone è lo zio miliardario di Paperino – altro mitico eroe della nostra gioventù – definito “il papero più ricco del mondo”.

La rivista Forbes ha stimato che il patrimonio del papero – e non sto scherzando – si aggirerebbe intorno ai 65 miliardi di dollari: in pratica, il personaggio di fantasia più ricco al mondo.

Ora, zio Paperone come diamine è diventato ricco in questo modo? Come ha gestito i suoi risparmi?

Semplice: per ogni singolo investimento fatto, ha definito con correttezza, sempre, il suo orizzonte temporale.

E non ha mai sbagliato.

Partiamo da principio: lo zio del papero più famoso al mondo ha appena messo su, col duro lavoro in miniere d’oro,  una piccola fortuna di 500.000 mila dollari. Non male per chi è nato da un nobile clan scozzese caduto ormai in disgrazia.

Il papero allora, avendo conosciuto e saputo delle gesta di un altro ricco finanziarie, di nome Warren Paperon Buffet, decide di lasciare il lavoro manovale e di dedicarsi anima e core all’investimento di valore.

Cosa fa dunque il nostro papero? Innanzitutto, decide di definire i suoi obiettivi piramidefinanziari e il tempo nel quale cercherà di soddisfarli. Semplicemente, insieme al suo consulente di fiducia – il dott. Gabriele Paper de Galletta, un gallo travestito da papero – svolge quel fondamentale passo della PIANIFICAZIONE FINANZIARIA.

Zio Paperone, all’epoca dei fatti ancora quarantenne, stabilisce allora che i suoi obiettivi finanziari prossimi sono:

  1. Acquisto di una casa nuova tra dieci anni
  2. Acquisto di una miniera nuova tra cinque anni
  3. Sostentamento per quando andrà in pensione, tra trent’anni

Inoltre, allo zio entrano ogni mese circa tre mila dollari al mese come proventi dalla miniera d’oro, dei quali due mila vengono spesi, mentre mille servono ad incrementare un piano di risparmio per l’università del nipote (Paperino, ndr) tra dieci anni

Dunque, lo zio, supportato dal proprio esperto di fiducia, decide allora che

  1. 150.000 $, per la casa, serviranno tra dieci anni (orizzonte 1)
  2. 150.000 $ , per la miniera, serviranno tra cinque anni (orizzonte 2)
  3. 200.000 $ , per il dopo lavoro, serviranno tra trent’anni (orizzonte 3)
  4. Il fondo di risparmio servirà tra dieci anni (orizzonte 4)

Cosa ha appena fatto lo zio Paperone?

HA APPENA DEFINITO IL SUO ORIZZONTE TEMPORALE.

HA APPENA RISPETTATO LA REGOLA NUMERO 2 DEL SISTEMA DI INVESTIMENTOCUSTODITO®

L’ orizzonte temporale non è un vincolo contrattuale che l’investitore (o il risparmiatore) deve rispettare. Non è la scadenza alla quale devi portare il tuo contratto. Alcune volte, il risparmiatore crede che in realtà qualcuno lo stia “fregando” sulla presenza di una qualche scadenza e camuffi la parola “vincolo contrattuale” con un più elegante “orizzonte temporale”. Niente di tutto questo.

L’orizzonte temporale è il tempo corretto che devi attendere se vuoi vedere fruttare il tuo investimento.

Zio Paperone ha definito il suo orizzonte temporale, o meglio, i suoi orizzonti temporali, e sulla base di questo ha costruito il suo piano di investimento. Ha deciso, quindi, la sua asset allocation, ovvero quanta parte investire in azioni, quanta parte in obbligazioni e quanta parte in liquidità.

Zio Paperone, per esempio, sa che i 200.000 $ gli serviranno tra trent’anni – orizzonte temporale 3 – e quindi sa che può sviluppare un piano di investimento azionario, su quella cifra, ben diversificato in tutto il mondo.

Questo perché lo zio sa bene che il tempo medio purchè un investimento azionario dia i suoi frutti è 7-10 anni!

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Il tutto coincide con i suoi obiettivi.

Lo zio sta investendo per raggiungere un obiettivo finanziario. Non sta investendo per il gusto di farlo. 

Molti credono che investire sia un po come giocare a Poker o al SuperEnalotto. “Ah, ti occupi di finanza! Allora giochi in borsa!” No, non si tratta di giocare in borsa.

“E quindi, praticamente, scommetti con i miei soldi?”. Neanche. Quel tipo di gioco si chiama “schedina domenicale” e ancora nessuno ci ha costruito una professione . Almeno per ora.

Che differenza c’è tra un sano investimento e una partita a dadi?

La statistica

La statistica ci dice che i giochi d’azzardo o il superenalotto (in cui zia Pina ci butta caterve di soldi) sono tarati per farti perdere. La statistica, invece, ci dice che un investimento corretto è tarato per farti vincere.

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Ma un investimento è corretto se vengono rispettati gli orizzonti temporali. E non sono io a dirti questo, bensì la nostra cara vecchia statistica.

Al limite, se il tuo investimento dura un giorno, la probabilità di guadagnarci o perderci è esattamente la stessa.

Diventa un gioco. Ti stai affidando completamente al caso.

Qui sta il rischio. Non rispettare le scadenze.

Zio Paperone potrebbe avere bisogno dei 200.000 $ prima dei trent’anni previsti: in questo caso, lui sta rimborsando prima del suo orizzonte temporale ed il rischio è proprio quello di riscontrare delle perdite

Se invece rispetti il tuo orizzonte, non è più un gioco, ma una cosa studiata. Calcolata a tavolino. Con un elevato grado di accadimento.

“Ok perfetto, io faccio tutto quello che dici tu: definisco con te i miei obiettivi, definisco il mio orizzonte temporale, costruiamo il mio piano. Ma se poi succede una qualsiasi cosa e io devo disinvestire prima del termine corretto”

Gran bel problema. Io ti potrei rispondere che questo è stato un evento non previsto, dato dal caso. E quindi, questo evento può influire positivamente o negativamente sul nostro investimento. Casualmente, per l’appunto.

E invece, no.

Ma un bravo professionista sa che TUTTO PUO’ SUCCEDERE e si adegua di conseguenza.

Ed ecco che entra in gioco la prima regola fondamentale, l’unica regola aurea, del mio sistema:

LA DIVERSIFICAZIONE380858-system__resources__image-404636

Attraverso la diversificazione – sia negli asset in cui investire e sia negli strumenti in cui investire – si può ridurre fino a zero l’impatto di un evento negativo

Zio Paperone non ha investito SOLO in fondi azionari: lo zio ha costruito un portafoglio ben diversificato ed efficiente.

Se quindi lui dovesse fare un rimborso prima del previsto e il caso vuole che il portafoglio azionario si trovi in perdita – perchè non ha rispettato le scadenze – il rimborso può avvenire sulla parte stabile del portafoglio, quella investita in liquidità o obbligazioni.

(Attento a questo: se disinvesti prima della fine dell’orizzonte temporale, può capitare di essere in positivo, così come può capitare di essere in negativo: oltre l’orizzonte temporale, non è più sfortuna o fortuna, ma è certezza!)

Zio Paperone e i suoi soldi sono salvi.

Concludiamo amico mio.

L’orizzonte temporale non è un vincolo, ma un giusto arco temporale in cui valutare la bontà del mio investimento. Ed ogni orizzonte temporale ha un piano di investimento specifico.

Queste sono le basi dl sistema di InvestimentoCustodito®

  1. Definisci i tuoi obiettivi e le scadenze
  2. Modellaci un piano di investimento su
  3. Rispetta le regole e controlla l’andamento

Facciamo un ultimo esempio. Immaginiamo di aver investito 100 mila euro il 18 ottobre 1987: il giorno dopo, il Dow Jones segnò un -22% (il famoso “lunedì nero). Ci ho rimesso 22 mila euro in una notte. Se avessi rimborsato subito i miei soldi, avrei ottenuto, in un giorno, una perdita di 22 mila euro.

Ma se avessi avuto un orizzonte temporale più corretto, più lungo? Se avessi lasciato i miei soldi investiti per un anno, avrei contenuto le perdite al -5,1%.

Se avessi però protratto l’investimento per 24 mesi, avrei ottenuto un guadagno addirittura del 19,4%.

Se, ancora, fossi rimasto fermo per 5 anni, avrei ottenuto un fragoroso 41,3%, mentre se fossi rimasto investito (gergo tecnico) per dieci anni, avrei guadagnato il 249,3%.

It’s not magia. It’s statistica.

cache_7519092Lo vedi questo grafico? Indica l’andamento secolare del Dow Jones. SEMPRE IN CRESCITA. Dalla fine dell’ottocento ad oggi. I più grandi crolli del mercato (’29,’73,’01,’08) sembrano volatilità di breve periodo in confronto.

Ok, non ti chiedo di fare investimenti di cent’anni.

Ma quanto può rendere il tuo investimento, protratto per un giusto orizzonte temporale?

Ti lascio con questa ultima domanda. E ricorda sempre:

Diversifica

Compra sui ribassi e vendi sui rialzi

Lungo termine

 

Gabriele Galletta

 

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